Vicolo dei Modelli
Vicolo dei Modelli è una strada del Rione Trevi compresa tra Via di San Vincenzo e Piazza Scanderbeg. La strada si chiama così per via dei numerosi modelli e modelle che posavano per gli scultori della zona che, nei secoli passati, vivevano qui. Il fatto al vicolo sia stato dato questo nome lascia pensare che in quest'area ne abitavano in numero particolare rispetto ad altre zone.
Una curiosità: per quanto il nome della strada sia ufficialmente "Vicolo dei Modelli", le targhe stradali riportano "Vicolo de' Modelli".
Fantasie di Trastevere
Fantasie di Trastevere è stato un locale che si trovava in Via di Santa Dorotea, nel Rione Trastevere.
La struttura dove esso si trovava era la stessa in cui nel XVIII Secolo sorse il Teatro Tiberino: nel 1968 qui fu aperto Fantasie di Trastevere che, sfruttando il palcoscenico e la sala già presenti nell'edificio divenne uno dei più importanti teatri-ristoranti di Roma.
Il locale ha chiuso negli anni 2000, ed è in corso una riqualificazione dello stabile.
Targa del livello dell'alluvione dell'11 Febbraio 1805 in Via Antonio Canova
La targa in questione si trova in Via Antonio Canova, nel Rione Campo Marzio, e segnala il livello raggiunto dall'acqua nell'alluvione dell'11 Febbraio 1805.
Targa del livello dell'alluvione del 28 Dicembre 1870 in Via dei Redentoristi
La targa in questione si trova in Via dei Redentoristi, nel Rione Sant'Eustachio, e segnala il livello raggiunto dall'acqua nel corso dell'alluvione del 28 Dicembre 1870.
Via Margutta
Via Margutta è una strada del Rione Campo Marzio, compresa tra Via del Babuino e Via Alibert. Le origini di questa strada risalgono probabilmente all'inizio del XVI Secolo, quando quest'area di Roma, da secoli di fatto campagna (come si può vedere da diversi toponimi) venne nuovamente urbanizzata, come si vede dalla precisa geometria delle strade.
Più difficile è invece venire a conoscenza delle origini del nome della strada, così chiamata fin dal 1563 dopo che, all'inizio, era nota come Via de' Nari, dalle proprietà dell'omonima famiglia.
Una delle ipotesi più accreditate fa riferimento a un barbiere soprannominato Margutte (che significherebbe tonto) che qui aveva la propria bottega. Stando ai registri ufficiali, nel 1524 in Roma esisteva un barbiere con questo nome, che tuttavia risultava residente nel Rione Sant'Eustachio. Qualora - come possibile - la strada avesse preso il nome da lui, sarebbe verosimile che si sia trasferito in questa strada, divenendone punto di riferimento tanto da darle addirittura il proprio nome.
Un'altra possibilità è che la strada debba il proprio nome alle proprietà di una famiglia Marguti, di cui a Roma si ha notizia dal XV Secolo. Alcuni hanno poi ipotizzato che il nome derivi dal termine Marisgutta (goccia di mare), nome che avrebbe avuto un ruscello che dal Pincio fino a questa strada.
In ogni caso, Via Margutta si presentava come un viottolo che costeggiava le pendici del Pincio, caratterizzata - come tutto il quartiere, tra XVI e XVII Secolo - da edifici bassi e particolarmente suggestiva per la posizione. Per quanto alcuni sostengano che già nel Medioevo (quando la zona era molto poco abitata) vi fossero pittori attivi nella strada, il primo artista che qui ebbe lo studio fu, nel 1612, il caravaggesco Orazio Gentileschi. Da quel momento la strada fu sede di studi d'artisti e gallerie d'arte che ancora oggi la caratterizzano, tanto che a Roma è nota per essere "la via degli artisti" (da non confondere con Via degli Artisti, strada del Rione Colonna).
| Palazzo Patrizi, per anni sede dell'Associazione Artistica Internazionale |
Nel XIX Secolo venne edificato nella strada il Collegio Torlonia, un edificio religioso oggi occupato dall'Hotel Art. Nella strada è anche presente un'Edicola Mariana, sempre risalente a quel periodo.
| L'ex Collegio Torlonia |
Nel 1929 l'architetto Pietro Lombardi costruì sulla strada la Fontana degli Artisti, la fontanella rionale relativa al Rione Campo Marzio, dedicata appunto alla vocazione artistica della strada.
Nella strada sono presenti numerose targhe commemorative: quella del pittore Vincenzo Ottone Petrillo, del pittore ed antifascista Giordano Bruno Ferrari, dell'iniziativa Mille Bambini a Via Margutta, degli Studi Patrizi e del regista Federico Fellini, ricordato insieme alla moglie Giulietta Masina. Oltre a questo sono anche presenti anche una delle targhe che vietano di fare il mondezzaro ed un segnale che indicava, durante la Seconda Guerra Mondiale, la presenza di un idrante.
Discorso a parte sono le targhe che si trovano intorno al Fico di Via Margutta, una pianta divenuta uno dei simboli della via.
Da decenni la strada organizza la manifestazione Cento Pittori in Via Margutta, in cui numerosi artisti espongono le loro opere.
Alla fine degli anni '90, all'estremità nord della strada è stata aperta la Piazzetta Romolo Vaselli (nome informale, dal momento che non risulta nella toponomastica ufficiale), uno spazio in cui sono presenti alcune attività commerciali.
Hotel Art
L'Hotel Art è un albergo situato in Via Margutta, nel Rione Campo Marzio. Esso nasce nel 2002 in un edificio ottocentesco nato come convento. L'albergo prende il suo nome dalla via dove sorge, nota per essere la "via degli artisti" di Roma, per via dei numerosi studi artistici e delle numerose gallerie d'arte che vi sono presenti.
L'edificio punta a una coniugazione di antico e moderno, inserendo nell'austero convento ottocentesco le geometriche linee di un'architettura tipica dell'inizio del Terzo Millennio, con un risultato che si inserisce perfettamente nel contesto in cui si trova.
Il bar dell'albergo, il Crystal Bar, è stato realizzato nella vecchia cappella del convento. La struttura ha una posizione molto suggestiva, trovandosi tra la prestigiosa strada e l'altura del Pincio.
L'ingresso, molto semplice, dialoga perfettamente con quelli delle gallerie circostanti che caratterizzano la strada.
Targa in memoria dei caduti nel bombardamento di Santa Fiora
La targa in questione si trova in Piazza 12 Giugno 1944, a Santa Fiora, in provincia di Grosseto, e ricorda le persone rimaste uccise nel bombardamento che colpì il paese il 12 Giugno 1944. Nella targa è citata la frase di un sopravvissuto di Hiroshima.
La targa è stata qui posta il 12 Giugno 1986.
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