Tintoria Fratelli Bernard

Sedi tintoria lavanderia Fratelli Bernard Roma
Una pubblicità della Fratelli Bernard con l'elenco delle sedi a Roma risalente al 1947

 
La Fratelli Bernard è un'azienda di tintoria e pulitura di tessuti oggi attiva a Bari nel campo della lavanderia industriale. Fu fondata a Napoli nel 1827 e ebbe uno stabilimento e alcune sedi a Roma.
Lo stabilimento si trovava in Via Tuscolana 951, nel Quartiere Don Bosco, e aveva una seria di sedi in Via Quattro Fontane, Via Taranto, Via Luigi Settembrini, Corso Trieste, Corso Rinascimento, Via Britannia e Via Po.

Altri siti che ne parlano:

Piazza dell'Accademia Antiquaria

Piazza dell'Accademia Antiquaria

Piazza dell'Accademia Antiquaria si trova nel Quartiere Ardeatino ed è compresa tra Via dell'Accademia Albertina e Via dell'Accademia Ambrosiana.
La piazza si trova nel punto di congiunzione tra le strade tra cui è compresa ed è stata istituita nel 1964, periodo in cui la zona compresa tra Tor Marancia e la Montagnola ha vissuto un notevole sviluppo urbanistico. La piazza, in linea con la toponomastica locale che vede le strade dedicate a illustri accademie, è stata dedicata all'Accademia Antiquaria, fondata a Roma nel 1498. 
La strada fa parte della Zona urbanistica Tormarancia e il suo Cap è 00147.

Via dell'Accademia Ambrosiana

Via dell'Accademia Ambrosiana

Via dell'Accademia Ambrosiana è una strada situata nel Quartiere Ardeatino, compresa tra Via di Grotta Perfetta e Via Vittore Carpaccio. La strada è stata istituita nel 1964, in un periodo in cui la zona tra Tor Marancia e la Montagnola subì un notevole sviluppo urbanistico e, in linea con la toponomastica locale che vede le strade dedicate ad accademie, venne dedicata all'Accademia Ambrosiana. Nello specifico questa venne appunto dedicata all'Accademia Ambrosiana, fondata nel 1620 nell'ambito della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e ispirata all'Accademia di San Luca di Roma, che dette impulso alla nascita della Pinacoteca Ambrosiana.

La strada fa parte della Zona urbanistica Tormarancia e il suo Cap è 00147.

Casa Albero (o Casa Sperimentale)

Casa Sperimentale Fregene

La Casa Albero, nota anche come Casa Sperimentale di Alberto Perugini, si trova nella Zona Fregene, oggi parte del Comune di Fiumicino, all'angolo tra Via Porto Azzurro, Via Marina di Campo e Via Maiori. Essa venne realizzata tra il 1968 e il 1975 dall'architetto Alberto Perugini, da sua moglie Uga De Playsant e dal figlio Raynaldo Perugini per farne l'abitazione di famiglia a Fregene nella zona più vicina alla pineta.
Le origini di questo insolito edificio sono da trovarsi negli anni '60, quando Fregene, fino a poco tempo prima lido di minuscole dimensioni nascosto nella pineta della famiglia Rospigliosi iniziò a espandersi notevolmente grazie a una crescente presenza della borghesia romana che iniziò a costruire ed acquistare in questa località residenze suburbane in quello che stava diventando un prestigioso lido balneare a due passi da Roma.
Perugini Casa Albero

In questo contesto, l'architetto Alberto Perugini, insieme alla moglie Uga De Playsant, acquista un terreno nella pineta di Fregene per costruirvi una casa per la famiglia nel lido balneare, in quel momento in piena espansione. A prova dello spirito totalmente familiare con cui la casa venne pensata e realizzata, appena iniziati gli studi in architettura iniziò a prendere parte al progetto anche il figlio della coppia di architetti, Raynaldo Perugini: i tre, presto, vennero soprannominati i "3P".
 
Brutalismo Fregene

L'idea della casa, suddivisa in moduli collegati tra di loro, è quella di poter essere espansa nel tempo con l'aggiunta di nuovi corpi. La sua conformazione, inoltre, si collega a quello del "nido" posto su un albero, lo stesso su cui si basano le case in legno costruite sugli alberi, e per questo prende il nome di "Casa albero". L'edificio divenne una sorta di laboratorio, "il giocattolo di famiglia" come lo ha definito Raynaldo Perugini: trattandosi di una famiglia di architetti e di un edificio pensato per poter essere ampliato nel tempo, ne nascevano spesso dibattiti sulle soluzioni da adottare.
L'edificio è caratterizzato dall'uso di pochi materiali e dal calcestruzzo armato a vista tipico dell'architettura brutalista, mentre l'edificio è composto da moduli posti su livelli differenti entro i quali si sviluppano le diverse stanze con le proprie funzioni.
La casa albero oggi risulta in stato di abbandono, ma è aperta a periodiche visite, spesso con la guida dello stesso Raynaldo Perugini.

 
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Villino Tabacchi



Il Villino Tabacchi era un villino oggi non più esistente situato in Viale Angelico, poco prima del Poligono della Farnesina, nel Quartiere Della Vittoria.
È la prima opera realizzata a Roma dall'architetto Armando Brasini, nel 1911, assieme al Villino Brasini, sul Lungotevere delle Armi.

Il Villino Tabacchi nel 1924, accanto al n. 16

Si tratta della ristrutturazione di un antico casale agricolo posto sulle sponde del Tevere, poco dopo Ponte Milvio, appartenente all'avvocato Francesco Elio Tabacchi.
Brasini si avvicina allo stile di Giulio Magni, che aveva realizzato a Roma alcuni villini in stile liberty, con influssi dell'architettura dell'Est Europa.
In questo caso l'architetto decise di realizzare, quasi un'architettura fiabesca, caratterizzata dai tetti fortemente spioventi, da una torretta, e da multipli avancorpi che conferivano alla facciata un aspetto variegato.



Non si dimentichi che le verande del prospetto posteriore affacciavano direttamente sul Tevere, all'epoca privo di muraglioni in quel tratto.
Inoltre molto interessanti erano le decorazioni pittoriche realizzate nelle facciate subito sotto il tetto, occupate da rondini stilizzate, probabilmente realizzate da Duilio Cambellotti, simili a quelle del Villino Vitale, realizzate nello stesso periodo.
Purtroppo la realizzazione del villino avvenne quando già ne era stata decretata la distruzione, infatti nel piano regolatore del 1908 era previsto l'esproprio dei terreni posti sul lato destro di Viale Angelico per la costruzione degli argini del Tevere. Tale realizzazione comunque non venne effettuata per tutti gli anni Venti. 
Il villino fu demolito solamente nel 1936 quando venne costruito il Ponte Duca d'Aosta, il ponte infatti insiste proprio sul terreno dove sorgeva l'edificio.