Bandiera della Catalogna

L'attuale bandiera della comunità autonoma della Catalogna
La Catalogna, oggi, è una comunità autonoma all'interno del Regno di Spagna. La bandiera ufficiale di questa comunità si presenta con quattro fasce rosse su campo dorato ed è conosciuta con il nome di senyera. Questo nome è una contrazione di senal real, ovvero "insegna reale", ed è molto importante nella storia della vessillologia, perché rappresenta il primo esempio di bandiera nazionale e, per questa ragione, ha influenzato numerosi contesti anche fuori dal suolo strettamente catalano/aragonese dove ha origine.
Le origini di questa bandiera, come spesso accade, sono dibattute. Sembra sia stata inizialmente utilizzata al XII Secolo, all'epoca del Conte di Barcellona Raimondo Berengario IV e della moglie Petronilla d'Aragona, con cui nacque quello che sarebbe diventato il regno d'Aragona, ma le origini di questo vessillo potrebbero essere ancora più antiche.
La tradizione vuole che questa origine si vada a trovare nell'897 quando il re carolingio Carlo il Calvo, grato al moribondo Goffredo il Villoso della strenua difesa di Lleida dalle truppe musulmane, passò sullo scudo dorato le sue dita insanguinate in segno di gratitudine. L'aneddoto - largamente diffuso durante il movimento romantico ottocentesco catalano della Renaixenca - è però oggi considerato non veritiero, dal momento che Carlo il Calvo morì nell'877, 20 anni prima rispetto alla battaglia di Lleida. Un'altra tradizione vuole che i colori della senyera siano stati ripresi da quelli Papali come forma di sottomissione al Papa.
Oggi, l'esempio più antico di Senyera ancora esistente è il cosiddetto Penò de la Conquesta, pegno della conquista, risalente all'assedio di Valencia del 1238. In tale occasione i mori, sconfitti a Valencia dalle truppe di Giacomo I d'Aragona, issarono tale vessillo dalla Torre del Temple per far comunicare la propria resa all'esercito aragonese. Nella cronaca della battaglia, in ogni caso, Giacomo d'Aragona parla di "nostra bandiera" per definire la Senyera, dandole perciò il valore di qualcosa che era ben radicato nella tradizione del suo regno. Oggi il Penò de la Conquesta si trova all'interno della sala comunale di Valencia.
Da quel momento, in ambiente catalano-aragonese si diffusero numerose varianti della senyera, come quella di Daroca, presso Saragozza - cui è aggiunto il monogramma di Cristo -, o quella con le strisce in verticale.
La storia della Senyera cambiò in seguito alla Guerra di Successione Spagnola, quando nel 1716 la Spagna iniziò a essere un Regno unico e non più un'unione di diverse corone. La Catalogna, prima sotto la corona aragonese, entrò dunque a far parte in toto del rinnovato Regno di Spagna.
Fu dunque accantonata la Senyera e vennero utilizzati due nuovi vessilli, alla base dell'attuale bandiera spagnola, entrambi privi dello stemma borbonico per evitare che si facesse confusione con la bandiera francese e quella napoletana dell'epoca, entrambe con lo stemma dei Borbone su campo bianco.
Nel XX Secolo iniziò a farsi pian piano strada il movimento indipendentista catalano, e la Senyera ne divenne il simbolo. Nel 1931, quando la Spagna divenne una repubblica, la Senyera diventò il simbolo della comunità della Catalogna, e nella Guerra Civile Spagnola fu il simbolo degli indipendentisti catalani. Con la vittoria dei nazionalisti di Francisco Franco la Spagna avviò una centralizzazione, basata anche sulla repressione delle forme autonomiste. Fu scoraggiato l'utilizzo di numerose lingue della penisola iberica, come il catalano, il basco ed il galiziano, in favore del solo castigliano, e la Senyera, simbolo del nazionalismo catalano, venne proibita.
Con la transizione democratica della Spagna, iniziata nel 1975 con la morte di Francisco Franco ed attuata sotto l'egida del Re Juan Carlos di Borbone, la Senyera tornò legale e divenne il simbolo della nuova Comunità Autonoma della Catalogna.
In ogni caso la Senyera, una bandiera ricca di storia ed il cui uso è stato legato a un Regno, quello dell'Aragona, uscito più volte dai propri confini sia politicamente che culturalmente, è diventato un modello diffuso in parte dell'area mediterranea che ritroviamo in numerose bandiere ufficiali.
Oggi, ad esempio, la Senyera ed alcune sue varianti compaiono negli stemmi delle comunità spagnole della Catalogna, dell'Aragona, della Comunità Valenciana e delle Isola Baleari. Mentre la Catalogna adotta la Senyera classica, l'Aragona la utilizza caricata dello stemma aragonese, mentre le Baleari vi hanno inserito un riquadro blu con il Palazzo dell'Almudaina e la Comunità Valenciana utilizza la cosiddetta Senyera Coronada, per via della presenza di un motivo che richiama una corona nella parte sinistra.
Oltre a questo, la Senyera compare negli stemmi di numerosi comuni di queste terre ma anche in altri fuori dai confini spagnoli, come in alcuni del Rossiglione, in Francia, e nello stemma del comune di Alghero, in Sardegna, dove la presenza catalana è stata sempre molto forte al punto che la lingua locale è considerata legata al catalano.
Ma come abbiamo detto, oltre ad essere un modello per bandiere ufficiali, la Senyera è carica anche di un forte significato politico, legato soprattutto alla causa indipendentista catalana.

L'Estrelada Blava, usata dagli indipendentisti catalani
La più diffusa di queste bandiere politiche è probabilmente l'Estrelada Blaa, o Estellada Azul, utilizzata dagli indipendentisti catalani e che nasce da una combinazione nata ad inizio '900 tra la Senyera e la bandiera degli indipendentisti cubani. I nazionalisti aragonesi usano invece l'Estrelada Aragonesa, una Senyera caricata di una stella rossa.

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