Quartiere Flaminio



Il Quartiere Flaminio sorge lungo il primo tratto della Via Flaminia, quello che da Porta del Popolo giunge fino a Ponte Milvio. Quest'area, estremamente vicina al fiume Tevere e molto pianeggiante, era esposta facilmente ad inondazioni, ed anche per questo non vi furono, per secoli, particolari insediamenti.
Sappiamo però, chedurante il periodo dell'Antica Roma, lungo la Via Flaminia sorgevano numerosi sepolcri: uno, ad esempio, detto "meta" o "trullo", era di poco dentro Porta Flaminia ed aveva la forma piramidale, proprio come la Piramide Cestia; sappiamo poi dell'esistenza di un sepolcro circolare, che compare anche nella mappa di Roma del Bufalini, rinvenuto poi in degli scavi del 1911, ed altri frammenti di sepolcri sono stati rinvenuti negli anni presso Porta del Popolo.
Intorno alla metà del Cinquecento, vi furono alcune importanti innovazioni in questo tratto della Via Flaminia: Papa Giulio III fece costruire la Villa Giulia (che si trova però nel Quartiere Pinciano), e, come parte del complesso, fu eretta dal Vignola la Chiesa di Sant'Andrea. Sappiamo poi che, nella seconda metà del XVII Secolo, Papa Clemente X cercò di risolvere il problema delle inondazioni, incaricando l'Ingegnere Olandese Cornelius Meyer uno sbarramento detto "passonata", che tuttavia non riuscì a risolvere a pieno il problema.
Dopo questo periodo di sviluppo, bisogna aspettare i primi la fine del XIX Secolo per attendere una prima urbanizzazione della zona. Già poco dopo l'unità d'Italia, in aree in decadenza di alcune ville, nacquero le prime concerie e laboratori industriali, ma anche studi di artisti, come Mariano Fortuny, nell'area del Borghetto Flaminio. Fu quindi, nel 1871, progettato il primo nucleo del quartiere dal Canevari: si noti come, inizialmente, si pensava di ripristinare in quest'area il Porto di Ripetta. Fu sempre qui, più avanti, che nel 1905 la Società Romana Automobili individuò il sito adatto per i loro impianti industriali. Sempre nel 1905, l'architetto Quadrio Pirani iniziò a realizzare in questa zona il complezzo ICP Flaminio I, oggi in parte demolito (e, paradossalmente, l'unica parte rimasta ricade per pochi metri nel vicino Quartiere Pinciano). Lo stesso Pirani, insieme a Cerruti, realizzò poco più a nord un altra serie di abitazioni note come Piccola Londra perché richiamano la tipologia edilizia di numerosi quartieri della capitale britannica.
Ma la vera svolta arriva con l'Esposizione Universale del 1911, periodo in cui vengono costruiti i diversi padiglioni a Valle Giulia, tra cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, lo Stadio Nazionale e l'Ippodromo dei Parioli. Inizia così il percorso del Flaminio nella direzione di quartiere focalizzato sullo Sport e la Cultura, che avrà forte seguito con le Olimpiadi del 1960.
Nel 1919 in questo quartiere viene realizzato un nuovo interessante complesso di case popolari, il Flaminio II, opera di Mario De Renzi, Limongelli, Wittnich e Bruner.

Piazzale Flaminio negli anni '50

Con le Olimpiadi del 1960 avviene una vera svolta in questa zona: si costruisce il Villaggio Olimpico proprio a due passi dalla Via Flaminia (anche se nel Quartiere Parioli), e vengono realizzate strutture come il Palazzetto dello Sport.
L'inaugurazione nei primi anni 2000 dell'Auditorium - opera di Renzo Piano - e del MAXXI - opera di Zaha Adid, rinvigoriscono la zona come polo d'attrazione per la cultura contemporanea, e la costruzione nel 2011 del nuovo Ponte della Musica, di fatto, contribuisce all'unificazione della suddetta zona con quella del Foro Italico, contribuendo alla creazione di un unico grande polo sportivo-culturale.

Chiese:
Sant'Andrea a Ponte Milvio
Sant'Andrea a Via Flaminia
Santa Croce a Via Flaminia

Musei:
Museo Hendirck Christian Andersen
MAXXI

Teatri:
Teatro Olimpico

Porte:
Porta Flaminia

Altri Monumenti:
Monumento a Matteotti
Scalo De Pinedo

Piazze:
Piazza Gentile da Fabriano

Zone, località e altri toponimi:
Borghetto Flaminio

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