Mappa di Baghdad (1944)

Map Baghdad 1944

La mappa in questione mostra Baghdad, la capitale dell'Iraq, come si presentava nel 1944.

Mappa di Burlington (1890)

Burlington Map 1890
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Questa mappa mostra la città di Burlington, nello stato americano del Vermont, come si presentava nel 1890.

Aeroporto della Magliana

Aeroporto PRG 1942

L'Aeroporto della Magliana è un aeroporto che sarebbe dovuto sorgere tra le zone di Ponte Galeria e della Magliana Vecchia, nell'area attualmente adibita a terreni agricoli compresa tra il Tevere, il Grande Raccordo Anulare e l'Autostrada Roma-Fiumicino. 
Per quanto i lavori di tale struttura ebbero effettivamente inizio, esso non venne mai realizzato, anche perché venne preferita la realizzazione dell'Aeroporto Leonardo da Vinci presso Fiumicino, situato sulla stessa direttrice.
L'origine di questo progetto risale agli anni Trenta, un periodo in cui il traffico aereo non era minimamente paragonabile a quello dei nostri giorni, ma in cui iniziava a farsi avanti la necessità per una città del calibro di Roma di dotarsi di un grande aeroporto civile, soprattutto in vista dell'Esposizione Universale dell'E42, in programma per il 1942 (e che come sappiamo non ebbe mai luogo a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale).
Questo grande evento spinse il regime fascista a mettere in campo un ambizioso progetto di espansione di Roma verso il Tirreno, che coinvolgeva in modo particolare l'asse dell'Ostiense, e della Via Imperiale, realizzata in tale periodo, con alcune infrastrutture complementari lungo l'asse della Portuense, a partire appunto dall'aeroporto. 
Oltre a questa spinta verso il mare, il regime spinse per un'espansione della città basata sulla decentralizzazione, che aveva già portato o avrebbe portato di lì a poco alla realizzazione, molte delle opere sono state messe in atto solo dopo il secondo conflitto mondiale, a realizzare la Città Universitaria nei pressi del Policlinico, Cinecittà lungo la Tuscolana, la città penitenziaria a Rebibbia e il nuovo mattatoio a Tor Sapienza, tra le altre cose. Fiore all'occhiello di questa espansione era la Città dell'Esposizione, l'E42, situato proprio sulla principale direttrice d'espansione e che, dal punto di vista dei servizi e della fruibilità, ebbe di conseguenza maggiori attenzioni.
Un programma ambizioso che necessitava di infrastrutture ambiziose all'altezza di una grande metropoli: venne messo in campo in piano regolatore della metropolitana, che di fatto è stato il punto di riferimento dello sviluppo delle linee della metropolitana attualmente esistenti, e un nuovo aeroporto. In quel momento Roma era servita dagli aeroporti di Ciampino, del Littorio (l'attuale aeroporto dell'Urbe)

Mappa progetti complementari E42

Se dal centro città l'E42 sarebbe stato raggiunto dalla nuova Via Imperiale, che avrebbe dovuto formare un tridente con le nuove Viale Marconi e Viale Dante (attuale Viale Leonardo da Vinci), e se la Via Imperiale sarebbe proseguita fino a Castel Fusano e avrebbe visto un bivio con la Via Mediana (la Pontina) per raggiungere l'area delle bonifiche pontine, non erano secondarie una serie di altre opere per garantire una migliore fruibilità della zona dell'Esposizione.
Si pensò dunque di sostituire il ponte provvisorio in ferro, ormai obsoleto, che dall'area delle Tre Fontane avrebbe raggiunto Via della Magliana, con un nuovo ponte, quindi fu messa in cantiere la realizzazione di un drizzagno del Tevere per eliminare un tortuoso meandro del fiume che favoriva le inondazioni e, proprio nell'area limitrofa a quest'ultima opera, si decise di realizzare un moderno aeroporto. Di fronte ad esso, una strada avrebbe dovuto collegare Ostiense e Magliana e servire la nuova infrastruttura.
Quanto all'Aeroporto, un numero del 1937 della rivista "Rassegna d'Architettura" fornisce un quadro molto chiaro. Gli aeroporti già esistenti a Roma non avevano in quel momento grandi margini di sviluppo, e in quel momento era necessario realizzare un aeroporto moderno che rappresentasse una centralità a sé, munita di servizi per i lavoratori della struttura. La vicinanza del Tevere, inoltre, garantiva la possibilità di realizzare un idroscalo. La vicinanza alla sede dell'E42, inoltre, rappresentava un ulteriore elemento di strategicità della struttura.
Proprio in quell'anno fu bandito un concorso e iniziarono i primi lavori, che si prevedeva sarebbero finiti nel 1940. Tuttavia, proprio nel 1937, una grande alluvione colpì il Tevere, straripando proprio nel meandro interessato dai lavori per il drizzagno, causando ingenti danni al cantiere dell'aeroporto. I cantieri vennero dunque interrotti, e fu considerato ancora di più urgente procedere con la realizzazione del drizzagno: l'area colpita era troppo vicina alla sede dell'E42, e metterla in sicurezza quanto prima era un elemento prioritario. I lavori per la realizzazione dell'aeroporto vennero dunque interrotti, e si prese tempo anche per la costruzione del Ponte di Mezzocammino, che sarebbe dovuto essere realizzato contestualmente alle opere.
Il drizzagno venne inaugurato nell'Agosto del 1940, quando l'Italia era da poco entrata nella Seconda Guerra Mondiale, ma né l'aeroporto né il ponte erano stati realizzati. Se il ponte fu poi realizzato nel 1951, diversa fu la storia per l'aeroporto.
Dopo la guerra, infatti, il governo aveva intenzione di realizzare un nuovo scalo aeroportuale per Roma: la necessità evidenziata negli anni '30 di dotare la Capitale di uno scalo moderno era ancora ben presente, tanto più con l'avvicinarsi delle Olimpiadi di Roma del 1960
La zona della Magliana venne presa in considerazione, senza però seguito. Alla fine si scelse un luogo più distante dal centro, presso la foce del Tevere: fu così che venne realizzato l'aeroporto Leonardo da Vinci a Fiumicino.
Il progetto di un aeroporto alla Magliana venne così accantonato, e la zona in cui doveva sorgere è attualmente priva di costruzioni, in gran parte destinata all'agricoltura.

Villino Trewhella


Il Villino Trewhella si trova in Piazza Sallustio n. 15 ad angolo con Via Sallustiana, nel Rione Sallustiano.
Fu costruito nel 1907 dall'ingegner Giovanni Sleiter per l'imprenditore Giovanni Trewhella.
L'edificio è dotato di finestre architravate al piano terra e finestre con timpano ricurvo, con cartigli e girali fogliati, al primo piano.
La facciata è occupata centralmente da tre grandi finestre ad arco, su lesene corinzie, con balaustra. Verso Via Sallustiana si trova un bowindow con finestre ad arco a tutto sesto, decorato da lesene corinzie e sormontato da una terrazza balaustra.
L'edificio necessita di un restauro conservativo esterno, ha una colorazione rossastra che va assolutamente rimossa per restituire gli originali colori chiari.

Villini Bencini


I villini Bencini si trovano in Via Quintino Sella nn. 61-69, nel Rione Sallustiano.
I due edifici furono progettati da Giulio Podesti per Alessandro Bencini, nel 1902.


Il primo, confinante con il giardino del Villino Boncompagni Ludovisi, è di dimensioni minori, caratterizzato da una breve facciata con tre finestre per piano, un portico di ingresso sulla sinistra, e una veranda, con terrazza superiore, sulla destra.
Il pianterreno e il primo piano sono rivestiti bugnato liscio, lesene ioniche inquadrano le finestre architravate al piano nobile. All'ultimo piano invece sono presenti delle belle cariatidi in stucco.


Il secondo villino, di dimensioni maggiori, a volte infatti è chiamato anche palazzina Bencini, si sviluppa su tre piani. Un avancorpo è posto sulla destra della facciata principale, sormontato da un timpano, a sinistra si trova il portico d'ingresso. Il piano terra è rivestito a bugnato liscio, mentre ai piani superiori dell'avancorpo è presente un bugnato angolare. Le finestre del piano nobile sono decorate da timpani su mensole, quelle del piano superiore hanno una cornice ricurva, occupata centralmente da un volto femminile.


L'elegante portico di ingresso è costituito centralmente da due arcate su colonnine, inquadrate da lesene doppie, mentre lateralmente da una serliana.
Il colore originale dei villini era chiaro.

Via del Tempio della Pace

Arco Via Tempio della Pace Fori Imperiali
 
Via del Tempio della Pace è una strada del Rione Monti, compresa tra Via dei Fori Imperiali e Via del Colosseo. Essa deve il proprio nome al Tempio della Pace, costruito dall'Imperatore Vespasiano nel 75 dopo Cristo per celebrare la vittoria nella Guerra Giudaica, situato al di là di Via dei Fori Imperiali rispetto alla strada.
 
Mappa Touring 1925 Via Tempio della Pace
L'estensione di Via del Tempio della Pace prima della realizzazione di Via dei Fori Imperiali

Via del Tempio della Pace, infatti, arrivava originariamente grossomodo al sito dell'edificio cui deve il nome, confluendo in Via Alessandrina, ma gli sventramenti che negli anni '30 del XX Secolo hanno portato alla realizzazione della Via dell'Impero (oggi Via dei Fori Imperiali) hanno influito notevolmente sull'aspetto della strada, che risulta infatti in parte troncata. Nei lavori per la nuova arteria, è stato realizzato un caratteristico archetto che fa da accesso alla strada da Via dei Fori Imperiali.

Cannone del Gianicolo




Lo sparo a salve del cannone del Gianicolo alle 12.00 è una antica e fortunata tradizione romana.
Fu il Pontefice Pio IX a voler istituire lo sparo di pezzo di artiglieria a mezzogiorno per sincronizzare le campane delle chiese di Roma, all'Angelus, il 1 dicembre 1847.
Il cannone era posizionato sul mastio di Castel Sant'Angelo, che allora era la fortezza della città.
L'usanza non fu sospesa con la presa di Roma del 1870. All'epoca il segnale dello sparo partiva dall'osservatorio astronomico del Collegio Romano, tramite una cesta di vimini che scorreva in verticale lungo un palo di sei metri, posto sul tetto della Chiesa di Sant'Ignazio.
L'ufficiale addetto al cannone la osservava con un binocolo, e come la palla cadeva, dava l'ordine di sparo. 

Lo sparo nel 1895, in una foto di G. Senni

Il 1895 il cannone fu spostato sul Bastione di San Giovanni, verso il Lungotevere Castello.
Nell'agosto del 1903 il cannone venne posizionato a Monte Mario, mentre il 24 gennaio dell'anno successivo fu definitivamente ricollocato sul colle Gianicolo, sotto Piazzale Garibaldi, nel Rione Trastevere.


Il pezzo d'artiglieria venne ricoverato nei resti del pian terreno del Casino Corsini, inglobato nei muraglioni di sostegno del Piazzale.
Nel 1925 il segnale arrivò, per la prima volta con il telegrafo, nel 1930, con la chiusura dell'Osservatorio del Collegio Romano, furono installati quattro fari rossi sulla Torre del Campidoglio, che venivano gestiti dall'Osservatorio omonimo .
Durante la Seconda Guerra Mondiale lo sparo venne sostituito da una sirena per motivi bellici.
Dopo la guerra il cannone smise di sparare, e fu soltanto grazie all'appello del conduttore Mario Riva, e il consenso di Andreotti, che il Comune ne operò il ripristino, il 21 aprile 1959.

L'antico cannone del Gianicolo, oggi custodito a Torino

Nel 1904 al Gianicolo venne portato uno dei cannoni da 75 mm che sparò il 20 settembre 1870 per aprire la Breccia di Porta Pia.
Oggi l'esemplare si trova nel Museo Storico Nazionale d'Artiglieria di Torino.


Dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1932, fu sostituito da un obice da 149/13, la cui bocca da fuoco era una preda bellica Austro Ungarica.
Il 2 febbraio 1991 è entrato in servizio un obice con bocca da fuoco 105/22 su affusto di 88/27, della Seconda Guerra Mondiale. La squadra di cinque artiglieri è fornita dal Reggimento Addestrativo del Comando Artiglieria, mentre il segnale per lo sparo è rilevato telefonicamente.