Caffè Aragno


Il Caffè Aragno era uno dei più importanti caffè di Roma, situato in Via del Corso n. 180, all'interno di Palazzo Marignoli, nel Rione Colonna.
Il caffè fu aperto nel 1886, da Giuseppe Aragno, Torinese, da subito ebbe un grande successo, poiché in quegli anni il centro della mondanità Romana era attorno a Piazza Colonna.


Il progetto degli interni era di Giulio Podesti, con lesene, grandi specchiere e porte architravate, soffitti a cassettoni e volte affrescate.
Ben presto fu frequentato da letterati e pittori, ma anche da Deputati e Ministri, che venivano dalla vicina Camera dei Deputati. 


Nei primi anni del Novecento vi si riunirono i letterati della 'terza saletta', tra cui Vincenzo Cardarelli, Roberto Bracco, Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Antonio Baldini, Filippo Tommaso Marinetti, Anton Giulio Bragaglia, Mario Pannunzio, Leonardo Sinisgalli, e Pirandello. I critici d'arte furono Emilio Cecchi e Roberto Longhi, inoltre erano presenti architetti come Cesare Bazzani e altri artisti.


La terza saletta fu decorata, nel 1923, con pitture di Giuseppe Cherubini, che prendevano lo spunto da episodi risorgimentali e della Prima Guerra Mondiale, era costituita da undici pannelli. I bassorilievi dell'Aragno invece erano stati realizzati dallo scultore Michele Tripisciano.


Il 14 novembre nel 1906 scoppiò una bomba all'esterno del Caffè Aragno, l'attentato aveva una matrice anarchica, per fortuna non ci furono né morti né feriti gravi.
Nel 1951 il caffè fu completamente restaurato dall'architetto Attilio Lapadula, mentre il 1955 divenne Caffè Alemagna. 
Nel 1977 entrò a far parte del gruppo Autogrill SPA e fu trasformato negli anni Novanta in uno Spizzico, con un nuovo triste restauro.

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