Via Vincenzo Gioberti



Via Vincenzo Gioberti è una strada situata tra Piazza di Santa Maria Maggiore e Via Giovanni Giolitti, al confine dei Rioni Castro Pretorio ed Esquilino.
La strada venne realizzata nell'ambito della prima lottizzazione effettuata a Roma dopo la Presa di Porta Pia e la fine dello Stato Pontificio, quella della I zona del Quartiere Esquilino, da parte dell'Impresa dell'Esquilino, sui terreni di Villa Massimo Montalto.

Via Gioberti nella mappa del Marrè del 1876

Il nome della strada fu assegnato nell'agosto del 1873 al patriota, filosofo e statista Vincenzo Gioberti, primo Presidente della Camera dei Deputati del Regno di Sardegna. 

A sinistra palazzo di Gaetano Koch in Via Gioberti

Gli edifici sul lato di Via Manin vennero in gran parte progettati dal giovane architetto Gaetano Koch nel 1873-4.

Via Gioberti nel 1876

Ad angolo con Via Napoleone III l'architetto Fasolo realizzò, nel 1926, il grande complesso degli edifici d'abitazione per i dipendenti del Governatorato.

Le case per i dipendenti del Governatorato di Vincenzo Fasolo

Verso la Basilica di Santa Maria Maggiore si trovano il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e il Pontificio Seminario Lombardo, mentre sul lato opposto si affaccia il Palazzo per appartamenti di Gaetano Koch del 1873.





Targa in memoria di Enrico Mancini

Mancini partigiano targa

 
La targa in questione si trova in Via Giovanni Maria Percoto, alla Garbatella, nel Quartiere Ostiense, e ricorda Enrico Mancini (Ronciglione 1896-Roma 1944), antifascista che aderì al Partito d'Azione e prese parte alla resistenza, arrestato dalla Banda Koch e ucciso nella strage delle Fosse Ardeatine il 24 Marzo 1944.

Targa in memoria di Mario Bianchini

Marco Bianchini targa

La targa in questione si trova in Piazza Giovanni da Lucca, alla Garbatella, nel Quartiere Ostiense, e ricorda il pugile Mario Bianchin, che visse presso questo edificio.

Hotel Genio



L'Hotel Genio è un albergo situato in Via Giuseppe Zanardelli n. 28, nel Rione Ponte.
L'edificio venne costruito nel 1905 lungo la nuova Via Zanardelli, realizzata per collegare Corso Vittorio Emanuele II al recente Quartiere di Prati.


Il Palazzo si sviluppa su cinque piani e si affaccia su Via Zanardelli, accanto a Palazzo Torlonia, mentre dall'altro lato fa angolo con Piazza Fiammetta.
L'opera fu progettata dall'architetto Camillo Pistrucci, è caratterizzata da un bugnato rustico che ricopre il pianterreno e il mezzanino, il piano nobile è dotato di finestre con timpano ricurvo e triangolare, su volute, il livello successivo è occupato da finestre architravate. Un ampio cornicione si apre tra gli ultimi due piani, decorato da medaglioni. Sopra l'attico si trova un altro piano, con finestre sormontate da timpani, oltre al quale si apre una grande terrazza, dotata di balaustra, con sfere decorative sui pilastrini.


Fin dalla sua costruzione il palazzo ospita l'Hotel Genio, nato come succursale dell'Albergo del Sole al Pantheon, la proprietà era dei fratelli Muzi e Santarelli. 
Oggi l'Hotel Genio è un albergo di lusso a quattro stelle.


Via Camillo de Lellis

Via Camillo De Lellis

Via Camillo de Lellis è una strada del Quartiere Gianicolense, noto anche come Monteverde, compresa tra Circonvallazione Gianicolense e Via Folco Portinari. L'origine della strada risale al 1924 quando il Comune decise di intotolare le strade della zona vicino al nuovo polo ospedaliero in costruzione a Monteverde a "insigni fondatori di ospedali" e "benemeriti della beneficienza".
Questa strada prese il nome da San Camillo de Lellis (Bucchianico 1550-Roma 1614), fondatore dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (noti anche come Camilliani dal Santo fondatore), Patrono dei malati, degli infermieri e degli ospedali insieme a San Giovanni di Dio. Curiosamente, nel nome della strada non è menzionato il fatto che Camillo de Lellis sia Santo, e la strada si chiama infatti "Via Camillo de Lellis".
Il principale ospedale di Monteverde intorno al quale sorse anche questo gruppo di vie così chiamate proprio in funzione dell'ospedale avrebbe dovuto originariamente prendere il nome di "Ospedale della Vittoria", salvo poi chiamarsi "Ospedale del Littorio". Dopo la Seconda Guerra Mondiale esso fu chiamato "Ospedale San Camillo", proprio in onore di San Camillo de Lellis cui è dedicata anche questa strada.
Lungo questa strada si trova quello che era noto come "condominio rosso", perché qui avevano abitazione durante la Prima Repubblica molti dirigenti del Partito Comunista Italiano.

Madonna del Divino Amore di Via Caterina Fieschi angolo Via Giorgio Bolognetti

Edicola Sacra Via Fieschi Via Bolognetti

All'angolo tra Via Caterina Fieschi e Via Giorgio Bolognetti, nel Quartiere Gianicolense (noto anche come Monteverde), sulle mura dell'edificio delle Suore Terziarie Francescane della Beata Angelina è presente un'Edicola Sacra raffigurante la Madonna del Divino Amore sotto la quale è posta una scritta che recita: "A ricordo dell'incolumità del nostro quartiere - 4 Giugno 1944 - a devozione delle Suore Terziarie Francescane della Beata Angelina e dei bambini della scuola annessa all'istituto - 8 Dicembre 1944.

Madonna Divino Amore Monteverde

L'Immagine, apprendiamo dunque dalla targa, è stata qui posta per ringraziare la Madonna del Divino Amore, cui il Papa aveva fatto un voto solenne per l'incolumità di Roma poco prima della liberazione da parte degli Alleati. Il 4 Giugno 1944, data citata nella targa, è la data dell'arrivo delle forze anglo-americane a Roma, e l'immagine è stata qui posta l'8 Dicembre dello stesso anno da parte delle Suore Terziarie Francescane della Beata Angelina.

Suore Beata Angelina targa Divino Amore


Crocifisso in Via Ferdinando Palasciano

Crocifisso Via Palasciano

 
In Via Ferdinando Palasciano, nel Quartiere Gianicolense, noto anche come Monteverde, è visibile dietro un cancello una statua di Cristo Crocifisso posto su un piedistallo che reca le scritte "Missione Imperiali Marzo 1957" e, nella parte più piccola, "Apri la porta a Cristo". Tale Crocifisso si trova in un'area legata alla Chiesa della Trasfigurazione, ed è stato qui posto per ricordare l'opera di evangelizzazione dei Missionari Imperiali Borromeo, molto attive in diversi quartieri di Roma come in molte altre zone, e che presso la zona compirono - a quanto si apprende dall'iscrizione - la loro opera nel 1957.
La scritta più piccola "Apri la porta a Cristo" è stata invece aggiunta in un momento successivo e ricorda un'altra opera missionaria: riporta infatti, sotto, la dicitura "Missione Parrocchiale per il Grande Giubileo del 2000".