Via Luigi Luiggi


Via Luigi Luiggi è una strada situata nel Quartiere Ostiense, che parte da Via Giacinto Pullino e non ha uscita. Tale strada venne istituita nel 1959 e dedicata a Luigi Luiggi (Genova 1856 - Roma 1931), ingegnere navale italiano e politico, deputato nelle file dei nazionalisti prima e nel Partito Nazionale Fascista poi. A Luiggi si deve il rimodernamento dei porti di Alessandria, Genova, Palermo, Messina, Ostia, Tobruk e Massaua.

Edicola della Madonna del Buon Consiglio in Via della Pilotta


In Via della Pilotta, nel Rione Trevi, sulle mura del Palazzo Colonna, è presente un'Edicola Sacra raffigurante la Madonna del Buon Consiglio. Tale Edicola risale al XIX Secolo.

Vicolo del Divino Amore


Vicolo del Divino Amore è una strada situata nel Rione Campo Marzio, compresa tra Piazza Borghese e Via de' Prefetti. La storia di questo vicolo di forma irregolare è strettamente legata alla Chiesa della Madonna del Divino Amore che vi sorge, le cui origini risalgono al Medioevo (la prima testimonianza è del 1131, ma potrebbe essere anche precedente).


La Chiesa era detta inizialmente Santa Cecilia de Puzerato, perché si riteneva fosse costruita sopra la casa della Santa. La Chiesa nel 1525 venne concessa da Papa Clemente VII Medici alla Confraternita dei Materazzari (o dei Materassari) e prese quindi il nome di San Biagio dei Materassari: il vicolo fu dunque detto per questa ragione Vicolo dei Materassari. Con la dedica della Chiesa alla Madonna del Divino Amore, avvenuta nel 1802 per volontà di Papa Pio VII Chiaramonti, il vicolo prese il nome di Vicolo del Divino Amore.
La piccola apertura che secondo una tradizione si ritiene sia stata fatta dal Caravaggio
In questa strada, nel 1604, visse il pittore Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. Una piccola apertura, ancora visibile sull'abitazione del pittore, si dice sia stata realizzata dallo stesso artista lombardo per far passare la luce, che nelle sue opere ha un ruolo fondamentale.
Risulta incredibile che, pur essendo confermato che Caravaggio abitò qui, né il Comune di Roma, né il Ministero dei Beni Culturali, né nessun altro, abbia ritenuto opportuno porre una targa in questa strada in memoria dell'artista. A parziale rimedio di tale lacuna, uno streetartist ha realizzato un colorato ritratto di Caravaggio su un apposito pannello posto nel vicolo.


Il 24 Gennaio 1944, dopo che l'area del Santuario del Divino Amore sull'Ardeatina era stata bombardata, l'icona della Madonna custodita nel santuario venne portata nella Chiesa della Madonna del Divino Amore in questo vicolo. L'incredibile afflusso di fedeli in una Chiesa così piccola situata in un vicolo così piccolo costrinse a trasferire l'icona nella vicina San Lorenzo in Lucina.

Targa in memoria degli abitanti del Quartiere San Paolo morti nella Prima Guerra Mondiale


La targa in questione si trova in Piazzale Ostiense, nel Quartiere Ostiense, e ricorda gli abitanti del "Quartiere San Paolo" (suddivisione toponomastica ufficialmente non esistente) morti durante la Prima Guerra Mondiale. La targa è stata qui posta dall'Associazione Popolare Ostiense il 24 Aprile 1921.

Targa in memoria della fondazione dell'Istituto Radiologico del San Camillo


La targa in questione si trova all'interno dell'Ospedale San Camillo, nel Quartiere Gianicolense, nello specifico all'interno del padiglione di radiologia, la cui fondazione è ricordata nella targa. In essa l'ospedale è ricordato con il suo nome originario, "Ospedale del Littorio", nome venuto meno in seguito al termine della Seconda Guerra Mondiale.
La targa è stata qui posta il 27 Ottobre 1929.

Targa in memoria dell'inaugurazione dello Spazio Europa


La targa in questione si trova all'interno dello Spazio Europa, in Via IV Novembre, nel Rione Trevi, e ricorda come il 13 Febbraio 2009 questo spazio sia stato inaugurato alla presenza dell'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Fontana di Piazza Iside


La Fontana di Piazza Iside, nel Rione Monti, è una piccola fontana, della tipologia simile a quella delle fontane rionali di Pietro Lombardi e alle fontane pubbliche degli anni '20. Essa risale agli anni '20 ed è composta da due conche, una delle quali è stata recuperata dai resti del vicino Tempio di Iside, da cui la piazza prende il nome. Tale fontana, tuttavia, venne rimossa dalla piazza per ragioni di viabilità e tenuta per decenni nei magazzini comunali.
Nel 2005 ebbe luogo un'importante riqualificazione di Piazza Iside e la fontana fu ricollocata nella piazza dove era originariamente collocata.

Via Aosta


Via Aosta è una strada situata nel Quartiere Tuscolano, compresa tra Piazza dei Re di Roma e Via Taranto. Essa venne istituita nel 1924, quando venne dedicata ufficialmente alla città di Aosta, seguendo la toponomastica del resto dell'area, caratterizzata da strada dedicate a città italiane. La strada è stata caratterizzata fin dalla sua nascita dalla costruzione di edifici a carattere intensivo, uno dei quali realizzato dall'architetto Mario Carlo Viano. Oggi è una strada ricca di esercizi commerciali e molto percorsa, anche per via della vicinanza con la stazione della Metro A di Piazza Re di Roma.


Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre


Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre è una Chiesa situata in Via Taranto all'angolo con Via Monza, nel Quartiere Tuscolano. Il luogo di culto risulta essere sussidiario della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio ed è annesso all'istituto Santa Maria Immacolata.
La Chiesa venne costruita tra il 1928 ed il 1930 su progetto dell'architetto Gino Benigni e consacrata il 31 Ottobre 1931. L'edificio presenta una facciata in stile neoromanico con un portico preceduto da una scalinata e sormontato nella facciata da una trifora con un mosaico raffigurante Cristo tra gli Angeli. Il campanile, invece, si rifà all'architettura paleocristiana romana ed è molto simile a quello di molte chiese che si possono trovare a Roma.
La rottura visiva tra facciata e campanile, differenti per stile e per colore, potrebbe voler richiamare le numerose chiese di Roma di origine paleocristiana che hanno visto la facciata restaurata nei secoli ma hanno mantenuto il campanile storico.
L'impianto paleocristiano è ben visibile all'interno della Chiesa, che si configura sul modello basiicale a tre navate con abside e matroneo. Nell'abside sono presenti i mosaici raffiguranti la Crocifissione e, più in alto, la Gloria di Maria Immacolata, mentre lungo le pareti altri mosaici raffigurano le 14 Stazioni della Via Crucis. All'interno è inoltre presente un organo a canne risalente al 1932.

Stazione della Metropolitana di Giardinetti


La Stazione della Metropolitana di Giardinetti è attualmente operativa lungo la Linea C e si trova nella Zona Torre Angela. Si tratta dell'unica stazione di superficie della terza linea della metropolitana ad essere stata costruita completamente ex novo, andando a sostituire la precedente stazione della linea ferroviaria Roma-Pantano, spostata di quasi un chilometro in direzione del Grande Raccordo Anulare per fare spazio in questa piazza lungo la Via Casilina alla nuova struttura.
La stazione è caratterizzata da una forma trapeziodale e una facciata fatta di vetrate con un ampio atrio al livello stradale. La stazione è inoltre dotata, nel piazzale di fronte, di un parcheggio con 200 posti auto.
I lavori per la realizzazione di questa stazione hanno avuto inizio nel 2007. L'entrata in funzione della stazione è avvenuta nel 2014.

Piazza Roberto Malatesta


Piazza Roberto Malatesta si trova nel Quartiere Prenestino-Labicano dove è compresa tra Via Roberto Malatesta e Via Guglielmo degli Ubertini. Le origini della piazza risalgono a quando l'area urbanizzata del Prenestino, fino alla Seconda Guerra Mondiale caratterizzata da villini e limitata principalmente a Via del Pigneto e Via Erasmo Gattamelata, fu espansa in breve tempo fino all'area dell'Acqua Bullicante con una tipologia abitativa intensiva, caratterizzata da palazzi alti anche 7-8 piani. Piazza Roberto Malatesta, realizzata negli anni Cinquanta, fu il fulcro di questo nuovo quartiere. In quegli anni, nel 1956, si decise di dedicarla al condottiero italiano Roberto Malatesta, detto il Magnifico (Roma 1440 - Roma 1482), signore di Rimini e Cesena, in conformità con la toponomastica della zona dedicata ai condottieri.


La piazza si presenta urbanisticamente ordinata, caratterizzata da omogenei palazzi di 8 piani che rendono la piazza architettonicamente molto unitaria.
Nel 2007 nella piazza sono iniziati i lavori per la Metro C, e dal 2015 è in funzione nella piazza la fermata di tale linea chiamata, appunto, Malatesta. Questa stazione è particolarmente grande e si sviluppa sottoterra, con una grande piazza ipogea situata di poco sotto al livello stradale.

Via Alberico da Barbiano


Via Alberico da Barbiano è una strada situata nel Quartiere Prenestino-Labicano compresa tra Via Niccolò Piccinino e Via del Pigneto. Questa zona nacque negli anni '20 (su un edificio di questa strada è leggibile l'anno di costruzione 1925) come zona principalmente composta da villini, e questa strada fu ufficialmente istituita nel 1927. In quell'occasione, dal momento che tale zona vede le strade principalmente dedicate a condottieri italiani, si decise di deciare questa via ad Alberico da Barbiano, detto il Grande (Barbiano di Cotignola 1349 - Cortona 1409).
Oggi questa strada rappresenta in parte un confine tra una zona dove i vecchi villini sono ancora ben visibili e una, che inizia con a vicina Piazza dei Condottieri, caratterizzata da edifici residenziali intensivi, nell'ambito dell'area del Prenestino.

Via Braccio da Montone


Via Braccio da Montone è una strada del Quartiere Prenestino-Labicano, compresa tra la Circonvallazione Casilina e Via Romanello da Forlì. Quando negli anni '20 quest'area iniziò ad essere urbanizzata, si creò un quartiere di villini le cui prime strade vennero dedicate a storici condottieri italiani. Nel 1924 si decise dunque di dedicare questa a Braccio da Montone, nome con cui era noto il condottiero Andrea Fortebraccio (Perugia 1368 - L'Aquila 1424).

Via Ettore Giovenale


Via Ettore Giovenale è una strada del Quartiere Prenestino-Labicano, compresa tra Via Prenestina e Via del Pigneto. La sua origine risale al 1920, quando questa zona - all'epoca composta principalmente di villini - e si decise di dedicare queste strade agli italiani vincitori della Disfida di Barletta del 1503, in cui sconfissero in un torneo medievale una squadra di campioni francesi. Tale strada venne dunque dedicata al condottiero Ettore Giovenale, conosciuto anche come Peraccio Romano.
Nella strada abitò l'antifascista Ferdinando Persiani, morto nel lager di Mathausen dove fu deportato nel 1944, qui ricordato da una targa.


Via Antonio Raimondi


Via Antonio Raimondi è una strada situata nel Quartiere Prenestino-Labicano compresa tra Via Fanfulla da Lodi e Via Guglielmo Albimonte. Mentre gran parte di questa zona del Prenestino nacque intorno agli anni '20, questa strada venne istituita nel 1966, nell'ambito di alcuni cambiamenti che avevano interessato l'area, fino al periodo bellico adibita prevalentemente a villini e in cui, dopo il conflitto, erano stati costruiti pian piano edifici più intensivi. Questi cambiamenti sono ben visibili in Via Raimondi, dove alcune strutture che sembrano simili a villini ed oggi in disuso sono accanto a palazzi multipiano residenziali.
La strada venne dedicata al geografo Antonio Raimondi (Milano 1826 - San Pedro de Lloc 1890), ricollegandosi soprattutto alla toponomastica dell'area più vicina alla Via Casilina, come Villa Serventi, che a quella dell'area in cui la strada si trova, dedicata principalmente ai condottieri.

Toponomastica interrotta

La toponomastica non si limita a dare un nome ai luoghi, ma anche a caratterizzarli. Se si parla di Monte Bianco ci aspettiamo di trovarci di fronte a un monte, così come se parlare di Mar Mediterraneo ci aspettiamo un mare, e le nostre aspettative non vengono infatti deluse. Magari però, di fronte al Mar Caspio, avendo esso le caratteristiche di un lago (seppur di enormi dimensioni), rimaniamo stupiti. La risposta la troviamo nelle sue grandi dimensioni e nella sua storia, dal momento che quando i Romani vi si affacciarono la prima volta lo chiamarono Mare Ircanio, e mare da quel momento rimase.

Lo stesso che vediamo su toponimi geografici lo possiamo vedere anche nell'odonomastica, nelle strade della città. Se il qualificatore di una strada è Piazza ci aspettiamo una piazza e non un vicolo, così come viceversa. "Se non conosci il nome muore anche la conoscenza delle cose", diceva il naturalista svedese Carlo Linneo, e per questa ragione un nome alterato può darci una diversa percezione della conoscenza delle cose.

Ma allora, perché lo spiazzo che si trova di fronte alla casa di Alberto Sordi si chiama Viale Claudio Marcello e non piazza? Perché lo svincolo tra Via Cristoforo Colombo e Viale Guglielmo Marconi, difficile anche individuare come spazio, è chiamato Piazza del Lavoro? Perché la piazza che si apre tra Via Giulia e Via del Pellegrino si chiama Vicolo della Moretta?

Anche in queste - ed in altre - situazioni, come per il Mar Caspio, una risposta c'è. Sono tutti esempi di quella che ci permettiamo di definire "toponomastica interrotta".

Cos'è la toponomastica interrotta?

Non tutte le strade nascono per essere come poi diventano. Il Viale Claudio Marcello, ad esempio, avrebbe dovuto attraversare il Parco di Monte d'Oro, ma tale parco non venne poi realizzato a causa dello scoppio della guerra, stessa ragione per cui la Piazza del Lavoro prese questo nome ma il suo progetto venne accantonato, considerando più funzionale uno svincolo. Diversamente, il Vicolo della Moretta è stato per secoli un vicolo, ma alcuni sventramenti nella zona lo hanno decisamente allargato, trasformandolo di fatto in una piazza pur continuando a chiamarsi vicolo.

Sotto l'insegna di toponomastica interrotta possiamo dunque raggruppare tutte quelle strade che hanno un qualificatore diverso da quello che hanno in apparenza a causa di un'interruzione, arrivata prima della completa realizzazione o dopo che le strade in questione già si presentavano così come erano state concepite.

Questi sono solo alcuni casi di toponomastica interrotta, tra i tanti che possiamo testimoniare in una città come Roma che ha visto nei secoli una continua evoluzione urbanistica.

Via Romanello da Forlì


Via Romanello da Forlì è una strada situata nel Quartiere Prenestino-Labicano compresa tra Via Prenestina e Via Braccio da Montone. L'origine della strada risale al 1920, quando venne istituita insieme alle strade limitrofe che il comune decise di dedicare agli eroi italiani della Disfida di Barletta, il torneo tenuto tra campioni italiani e francesi nel 1503 terminato con la vittoria degli italiani. Nell'ambito di questa scelta, questa strada venne assegnato a Romanello da Forlì, capitano di ventura noto anche come Sebastiano Romanello, attivo in numerose aree d'Italia e tra i partecipanti alla battaglia di Ravenna del 1512.
Nella strada abitò l'antifascista Fernando Nuccitelli, morto nel 1944 dopo essere stato deportato nel lager di Mathausen, oggi ricordato da una targa commemorativa.

La data di costruzione di uno degli edifici della strada (1930)

Targa in memoria della donazione di un bassorilievo della Madonna


La targa in questione si trova in Via Labicana, nel Rione Monti, sotto un bassorilievo raffigurante la Madonna, e ricorda come questo bassorilievo sia stato donato dalla città di Carrara, che lo ha fatto realizzare nei laboratori artistici Nicoli, alla Diocesi ed alla Città di Roma, in sostituzione del bassorilievo distrutto il 15 Ottobre 2011 in un gesto sacrilego da alcuni vandali durante una manifestazione degli Indignati.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma il 16 Ottobre 2012.

Targa in memoria di Ferdinando Persiani


La targa in questione si trova in Via Ettore Giovenale, nel Quartiere Prenestino-Labicano, e ricorda l'antifascista Ferdinando Persiani (Roma 1920 - Hartheim 1944), deportato nel lager nazista di Mathausen dove trovò la morte.

Targa in memoria di Fernando Nuccitelli


La targa in questione si trova in Via Romanello da Forlì, nel Quartiere Prenestino-Labicano, e ricorda il partigiano Fernando Nuccitelli (Roma 1903 - Ebensee 1944), esponente comunista attivo nella Resistenza che, arrestato nel Dicembre 1943, venne deportato nel lager di Mathausen e trasferito nel sottocapo di Ebensee dove trovò la morte.

Santissima Vergine Addolorata


L'Oratorio della Santissima Vergine Addolorata, oggi sconsacrato, si trova in Via Baccina, nel Rione Monti, all'angolo con Via dei Neofiti. Fino al XVI Secolo questo ambiente era un magazzino della limitrofa Chiesa di San Salvatore ai Monti, e fu proprio in quel periodo che si decise di trasformarlo in un piccolo luogo di culto. Nel XVII, quando nell'isolato sorse il Conservatorio delle Neofite, l'Oratorio fu dedicato a San Giovanni Battista ed annesso all'istituzione.
Successivamente, venne destinato all'Arciconfraternita dell'Addolorata, e prese dunque il nome di Oratorio della Santissima Vergine Addolorata. Nel 1826, su iniziativa di Emanuele Marini, la Chiesa venne rifatta, acquisendo le attuali forme neoclassiche.
Nel 1870, con l'annessione di Roma al Regno d'Italia, l'Oratorio venne sconsacrato e nel 1976 fu ceduto al Comune di Roma.

L'Oratorio indicato sulla carta del Nolli del 1748

Scuola di Arti Ornamentali


La Scuola di Arti Ornamentali, appartenente al Comune di Roma, si trova in Via di San Giacomo, nel Rione Campo Marzio. Quando nel 1870 Roma venne annessa dal Regno d'Italia, gran parte dell'isolato compreso tra Via del Corso, Via di San Giacomo, Via del Babuino e Via Gesù e Maria era occupato da un giardino del Convento degli Agostiniani Scalzi situato alle spalle della Chiesa di Gesù e Maria. Fu proprio in quest'area che il Comune di Roma decise di realizzare alcuni nuovi edifici per soddisfare le nuove necessità della città.
Nel 1872 fu dunque deciso di realizzare un edificio per uffici su Via di San Giacomo in seguito a un decreto del 5 Luglio di quell'anno. L'edificio fu strutturato con un piano terra ed un primo piano che sarebbero stati occupati dalla Giunta Liquidatrice dell'Asse Ecclesiastico ed un secondo piano destinato ai privati. Viste le necessità imminenti di spazi, l'edificio venne realizzato con una certa rapidità ed in uno stile semplice dai toni rinascimentali che ben si adatta al contesto in cui sorge, configurandosi in gran parte come un restauro ed ampliamento degli ambienti del preesistente Convento.
Nel 1875, quando la Giunta Liquidatrice aveva ormai compiuto il suo lavoro, l'edificio venne ceduto al Comune di Roma che nel 1887 fece nuovi lavori strutturali. Nello stesso periodo, infatti, nello stesso isolato vennero realizzati la Scuola Emanuele Ruspoli (dal 1884) e della Chiesa Anglicana di Ognissanti (dal 1882). Al termine dei lavori, nell'edificio restaurato si insediò la Scuola di Arti Ornamentali.
Questa scuola è una scuola serale di perfezionamento artistico, e negli anni ha visto passare da essa numerosi artisti e decoratori.
Per informazioni sull'attuale offerta formativa di questa istituzione, potete consultare l'apposita pagina sul sito del Comune di Roma.

Targa in memoria di Guido Baccelli


La targa in questione si trova all'interno del Policlinico Umberto I, nel Quartiere Nomentano, e ricorda Guido Baccelli (Roma 1830 - Roma 1916), che fondò l'ospedale dove la targa si trova e, come ricordato nell'epigrafe, il 19 Gennaio 1888 ne pose la prima pietra.
La targa è stata qui posta nel 2015 dal direttore generale del Policlinico Domenico Alessio.
A Guido Baccelli sono dedicati anche un monumento in Piazza Salerno ed una targa in Corso Vittorio Emanuele II.

Targa in memoria di Memo Vagaggini


La targa in questione si trova in Piazza del Maggio, a Santa Fiora, in Provincia di Grosseto, e ricorda il pittore Memo Vagheggini (Santa Fiora 1892 - Firenze 1955), che qui nacque. La targa è stata qui posta nel 1969.

Targa in memoria di Domenico Bulgarini


La targa in questione si trova in Via Carolina, a Santa Fiora, in Provincia di Grosseto, e ricorda lo scrittore ed editore Domenico Bulgarini (Santa Fiora 1887 - Santa Fiora 1967) che qui visse. La targa è stata qui posta nel 1969.

Targa in memoria di Guglielmo Marconi


La targa in questione si trova in Calata Cesare Laurenti, a Civitavecchia, e ricorda l'inventore della radio Guglielmo Marconi, che più volte attraccò nel porto di Civitavecchia con il suo radiante yacht Elettra. La targa è stata qui posta nel 2000.

Targa in memoria di Luigi Bani


La targa in questione si trova in Piazza San Michele, a Santa Fiora, in Provincia di Grosseto, e ricorda il benemerito cittadino Luigi Bani (1832-1894), che qui visse. La targa è stata qui posta il 19 Agosto 1894.

Targa in memoria della famiglia Fierli



La targa in questione si trova a Montemassi, nel Comune di Roccastrada, in Provincia di Grosseto, sotto il portico laterale della Chiesa della Madonna delle Grazie, e ricorda come una Cappella sia stata interamente restaurata dalla famiglia Fierli in memoria di Mamma Rube. La targa è stata qui posta nel 1986.

Targa in memoria di Rosa Anna Mazzini


La targa in questione si trova a Montemassi, nel comune di Roccastrada, in provincia di Grosseto, nel portico laterale della Chiesa della Madonna delle Grazie, e ricorda come i restauri della Chiesa, avvenuti nel 1986, siano stati fatti in memoria di Rosa Anna Mazzini, devota alla Madonna delle Grazie.

Targa in memoria di Oleksandr Dowschenko


La targa in questione si trova in Bismarckstrasse, nel quartiere di Charlottenburg, nel distretto di Charlottenburg-Wilmesdorf, e ricorda il regista sovietico Aleksandr Dowschenko, raffigurato anche in un busto.

Targa in memoria della visita del Vescovo Adelmo Tacconi nella Chiesa della Madonna delle Grazie


La targa in questione si trova a Montemassi, nel Comune di Roccastrada, in Provincia di Grosseto, nel portico laterale della Chiesa della Madonna delle Grazie, e ricorda la visita della Chiesa da parte del Vescovo di Grosseto Adelmo Tacconi, ivi avvenuta il 17 Ottobre 1982.

Segnale di un idrante in Piazza Francesco Fancello


In Piazza Francesco Fancello, a Dorgali, in Provincia di Nuoro, è ancora visibile una segnalazione di un idrante risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli idranti erano segnalati nelle diverse città italiane in modo da poter essere utilizzati per spegnere eventuali incendi in caso di bombardamenti.

Targa in memoria di Antonio Gramsci


La targa in questione si trova ad Orgosolo, in Provincia di Nuoro, in Via Antonio Gramsci, e ricorda l'uomo politico, segretario del Partito Comunista Italiano, Antonio Gramsci, cui la strada è dedicata.

Targa in memoria dell'istituzione del Cimitero della Misericordia


La targa in questione si trova all'interno del Cimitero della Misericordia, in Via Aurelia Nord, a Grosseto, e ricorda l'istituzione di tale cimitero e la sua assegnazione ai Fratelli di Misericordia, avvenuta nel 1978.

Targa in memoria di Giuseppe Garibaldi


La targa in questione si trova in Via della Fattoria, a Montemassi, nel comune di Roccastrada, e ricorda il condottiero italiano Giuseppe Garibaldi. La targa è stata qui posta il 13 Maggio 1883.

Targa in memoria dei combattenti di Curtatone e Montanara


La targa in questione si trova in Via della Fattoria, a Montemassi, nel comune di Roccastrada, in provincia di Grosseto, e ricorda i soldati che il 29 Maggio 1848 combatterono nella battaglia di Curtatone e Montanara. La targa è stata qui posta 32 anni dopo (quindi nel 1880) dalla Società Operaia di Montemassi.

Segnale di un idrante in Via dei Tre Pupazzi


In Via dei Tre Pupazzi, nel Rione Borgo, è ancora visibile una segnalazione di un idrante risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli idranti erano segnalati nelle diverse città italiane in modo da poter essere usati per spegnere eventuali incendi in caso di bombardamenti.

Segnale di un idrante in Borgo Pio


In Borgo Pio, nel Rione Borgo, è ancora oggi visibile una segnalazione di un idrante risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli idranti erano segnalati nelle diverse città italiane in modo da poter essere usati per spegnere eventuali incendi in caso di bombardamenti.

Targa in memoria delle prime riunioni della Provincia di Roma


La targa in questione si trova all'interno di Palazzo Sinibaldi, in Via di Torre Argentina, nel Rione Sant'Eustachio, e ricorda come in questo palazzo ebbe la prima sede la Provincia di Roma, nata nel 1870, che qui svolse le sue prime riunioni.

Via di Pallacorda


Via di Pallacorda è una strada situata nel Rione Campo Marzio, compresa tra Piazza Firenze, Piazza Cardelli e Via del Clementino, seguendo un percorso a forma di Y. Il nome della strada deriva dal gioco della pallacorda, considerato l'antenato dell'attuale tennis, particolarmente diffuso soprattutto in Francia al punto che a Parigi nel XVI Secolo ne esistevano ben 250 campi. Tale disciplina non venne meno con il successo del tennis, al punto che venne ospitata tra le discipline olimpiche ai Giochi del 1908 di Londra.
Questa strada deve questo nome ad un campo di pallacorda che vi venne adibito all'interno di un cortile di proprietà dell'Arciconfraternita di San Giuseppe dei Falegnami all'inizio del XVII Secolo. Nel 1606 in questo campo il pittore Caravaggio, durante una partita di pallacorda contro Ranuccio Tomassoni, arrivò ad uccidere il suo avversario durante un litigio. Tale campo passò poi alla famiglia Cremona ed agli Agostiniani, fino ad essere affittato intorno al 1700 ad Antonio Eroli che preferì farne un campo da bocce, finché non tornò un campo di pallacorda con il passaggio di proprietà a Giovanni Tomei. Dal 1711 questo campo ospitò, durante il Carnevale Romano, commedie di burattini.
Nel 1715 la pallacorda fu abbandonata e venne realizzato un teatro in legno su progetto di Nicolò Marchetti in cui vennero ospitate commedie, comprese alcune di Carlo Goldoni. Il successo di tale teatro fece sì che nel 1786 l'architetto Mazzoneschi lo restaurò. Nel XIX Secolo esso passò in mano a due impresari che lo presero in gestione: in questo periodo un grande pubblico giunse al teatro al punto che nel 1840 fu necessaria una nuova ricostruzione. Nacque così il Teatro Metastasio, che entrò in funzione nel 1841. Con il passare del tempo, il teatro si ridimensionò, divenendo un teatro di quartiere, fino ad essere chiuso durante la Prima Guerra Mondiale ed abbattuto nel 1936. Oggi al suo posto c'è un garage.

Corsia Agonale


La Corsia Agonale è una strada del Rione Parione, compresa tra Piazza Navona e Piazza Madama. Questa strada inizialmente era chiamata "Corsia di Piazza Navona" e già all'epoca era - caso molto particolare - l'unica strada di Roma ad avere il qualificatore di "Corsia".
Nel 1873 si decise di cambiare il suo nome in Corsia Agonale, dal termine greco agon, da cui in Agone, antico toponimo che indica i giochi che si sono tenuti nello Stadio di Domiziano prima e in Piazza Navona poi. All'inizio del X Secolo, il nome dell'intera Piazza Navona venne incredibilmente cambiato in Circo Agonale, ma nel 1926 esso tornò Piazza Navona perché i Romani continuarono a chiamarla così.
Negli anni '30, i lavori per realizzare Corso Rinascimento coinvolsero anche Corsia Agonale, dove vennero trovati alcuni resti dell'antico Stadio di Domiziano. Tale ritrovamento è ancora visibile, oltre che ricordato da una targa.

Via dei Gigli d'Oro


Via dei Gigli d'Oro è una strada del Rione Ponte compresa tra Piazza Sant'Apollinare e Via dell'Orso. Essa deve il proprio nome a un'osteria sulla cui insegna campeggiavano alcuni gigli dorati e non bianchi, colore di tale fiori e con cui in genere erano rappresentati. Tale osteria, secondo quanto ricordato da Umberto Gnoli, si sarebbe chiamata "Osteria dei Gigli d'Oro" od "Osteria dei Tre Gigli", e se ne ha notizia intorno al 1645.
In precedenza, tale strada aveva il nome di Via della Stufa delle Donne. Le stufe erano bagni terapeutici introdotti a Roma dai tedeschi nel XVI Secolo e che in breve tempo si trasformarono in luoghi malfamati dove si praticavano la prostituzione sia eterosessuale che omosessuale. In questa strada era dunque probabilmente presente una stufa riservata alle donne.
Nonostante Via dei Gigli d'Oro si chiami ufficialmente così, su una targa stradale - dal carattere lievemente diverso da quelle tradizionali in marmo - è riportata come "Via de' Gigli d'Oro".

Borgata Laurentina

La Borgata Laurentina in una mappa degli anni '20
La Borgata Laurentina sorgeva lungo la Via Laurentina, nella parte iniziale della strada, in un tratto oggi compreso in parte nel Quartiere Ostiense ed in parte nel Quartiere Ardeatino. Le origini di questa borgata risalgono al 1915, quando in seguito al terremoto della Marsica numerosi cittadini abruzzesi colpiti dal sisma si trasferirono a Roma e in quest'area realizzarono alcune baracche. Negli anni successivi furono poi raggiunti da emigranti marchigiani. Al tempo, questa zona era piena campagna: la struttura più vicina era il Forte Ostiense, realizzato intorno al 1877 nell'ambito del sistema di difesa di Roma, e per il resto bisognava arrivare all'Abbazia delle Tre Fontane o alla Basilica di San Paolo per trovare altri edifici. Il ruolo dell'Abbazia e dei monaci Trappisti fu molto importante, perché dettero assistenza alle famiglie della Borgata Laurentina e li impiegarono nel lavoro per le bonifiche della zona.
La borgata non era esclusivamente composta di alloggi provvisori, e negli anni molti edifici vennero costruiti. Girando per le strade, tra i numerosi palazzi anni '60 presenti, si possono ancora individuare edifici per abitazioni risalenti agli anni '20-'30, soprattutto nel tratto di Via Laurentina compreso tra Via Cristoforo Colombo e Via Ostiense e nelle strade limitrofe.


Nel 1924 il Comune di Roma decise di dare i nomi ad alcune strade di questa borgata. Vista la vicinanza con l'Abbazia delle Tre Fontane, si decise di dare alle strade i nomi di storiche abbazie italiane, e nacquero così Via Farfa e Via Trisulti. Si deliberò inoltre di riservare per future strade della zona i nomi di Casamari, Pomposa, Nonantola e Fossanova e di Ildebrando e Matilde di Canossa per il loro legame con la storia delle abbazie. Molti di questi nomi, negli anni, furono effettivamente dati alle abbazie e questa decisione di riservare i nomi per alcune strade ci mostra come la Borgata Laurentina negli anni '20 fosse una zona in evoluzione.


Come dicevamo, in questa zona sorsero numerosi edifici, di cui solo alcuni ancora visibili. Il più noto è forse quello noto come Casa del Fascio, probabile sede di tale istituzione durante il Fascismo, situata in Via Trisulti e su cui è visibile un raro caso di targa commemorativa dai toni marcatamente fascisti in cui si ricordano i morti della zona nella Guerra di Spagna.
La storia della Borgata Laurentina iniziò a cambiare quando Benito Mussolini scelse l'area delle Tre Fontane come sede per l'Esposizione Universale che si sarebbe dovuta svolgere nel 1942. Questo portò in primo luogo a un progetto di espansione di Roma verso il Tirreno che avrebbe probabilmente travolto la borgata. La prima opera, intanto, sarebbe stata la realizzazione della Via Imperiale, che avrebbe letteralmente spezzato in due la Borgata Laurentina.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fece bruscamente interrompere i lavori ed annullare l'Esposizione del 1942, senza che la Borgata Laurentina venisse ancora toccata. Questa zona, divenne però protagonista nel 1943, soprattutto nei giorni successivi all'8 Settembre, quando con l'inizio della Guerra di Liberazione i tedeschi attaccarono Roma per prenderne possesso. Il primo scontro tra truppe tedesche e italiane ebbe luogo proprio nella Borgata Laurentina, nella notte tra l'8 e il 9 settembre. Qui, nello specifico nella zona nota come la Montagnola, si ebbe un grande scontro tra i Granatieri di Sardegna e i tedeschi, ancora noto come battaglia della Montagnola nonché la ragione per cui i militari morti in tale scontro sono noti come Caduti della Montagnola.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il progetto di espansione verso il Tirreno venne in parte ripreso. Gran parte della Borgata fu abbattuta per fare spazio alla Via Cristoforo Colombo, nome che fu assegnato a quella che sarebbe dovuta essere la Via Imperiale. Negli anni '50-'60, molte case della borgata furono abbattute per fare spazio alle nuove abitazioni, ma lungo la Laurentina molte strade ricalcano ancora le irregolari vie della borgata. A est della Colombo nacque invece il nuovo quartiere della Montagnola, così chiamato proprio per via della Montagnola sopracitata.
La Borgata Laurentina venne dunque in gran parte sopraffatta dai nuovi quartieri, ma alcuni suoi tratti caratteristici sono ancora visibili, circondati dai nuovi edifici.