Santa Margherita ad Busta Gallica


Santa Margherita ad Busta Gallica era una Chiesa che si trovava lungo l'attuale via del Colosseo, grossomodo dove oggi fa angolo con Via delle Carine, nel Rione Monti. Di questa Chiesa si sa molto poco. Viene citata in un catalogo dell'epoca di Papa San Pio V Ghislieri (1566-1572), dove viene definita come un Oratorio "ruinato". Successivamente a questa data non se ne hanno ulteriori notizie.
Il Huelsen la cita tra le Chiese di Roma Medievale, dicendo però di non essere in grado di localizzarla con precisione.
Lo Spezi, invece, sostiene che si tratti della Chiesa di Santa Maria ad Busta Gallica o de Portogallo, ovvero la Chiesa che sorgeva dove oggi è Santa Maria della Neve, a pochi metri da Santa Margherita ad Busta Gallica.
In ogni caso, il curioso toponimo "ad Busta Gallica" è molto antico, e risale al 390 avanti Cristo. In quell'anno, il Console Camillo, decise di cremare in quest'area alle pendici dell'Esquilino i corpi dei Galli morti. Dal momento che bustum in latino significa crematorio (si veda il termine italiano combustione), "ad Busta Gallica" indica dunque il luogo dove i corpi dei Galli vennero cremati.

Santa Maria in Carinis


Santa Maria in Carinis era una Cappella oggi non più esistente situata nel Rione Monti, grossomodo nei pressi dell'incrocio tra Via del Colosseo e l'attuale Via Frangipane (come confermato dalla ricostruzione dell'archeologo Rodolfo Lanciani nella sua celebre mappa). Di questa cappella si hanno notizie a partire dal XII Secolo e deve il proprio appellativo "in Carinis" al fatto che si trovava nella zona detta a partire dall'Antica Roma "delle Carine", per via di due grandi massi che qui si trovavano ed avevano forme simili a quelle di carene delle navi.


A testimonianza di questa cappella rimane anche un acquerello ottocentesco di Achille Pinelli, che la mostra priva di facciata inglobata in un monastero, riconoscibile da un'iscrizione "Santa Maria in Carinis" posta sopra una semplice porta.
In via del Colosseo, l'edificio raffigurato nell'acquerello del Pinelli è ancora facilmente riconoscibile, ma non sono noti dettagli su quando abbia cessato di essere una Cappella.


Delibera sulla toponomastica di Roma del 14 Gennaio 1901

Nella delibera sulla toponomastica di Roma del 14 Gennaio 1901 (visibile qui), il Consiglio Comunale si riunisce con il compito di deliberare riguardo i nomi di alcune nuove strade della città.

Vengono dati ad alcune strade dell'area del Rione Castro Pretorio i seguenti nomi:
Via Mentana
Via Sommacampagna
Via Villafranca
Via Sapri
I nomi delle strade sono coerenti con quelli già presenti nella zona e facenti riferimento a luoghi in cui si sono svolte battaglie ed episodi importanti nell'ambito delle guerre che hanno portato all'Unità d'Italia.

Ad alcune nuove strade dell'area del Rione Esquilino si danno i seguenti nomi, coerentemente con il vicino gruppo di strade dedicato ad importanti personalità della letteratura italiana:
Via Mecenate (in questo caso la strada fa riferimento non solo alla figura di Mecenate, ma anche agli Horti di Mecenate sulle cui vestigia la strada si trova)
Via Leonardo da Vinci (oggi Via Poliziano)
Via Guicciardini
Via Carlo Botta
Via Ludovico Muratori
Via Pietro Verri
Via Aleardi
Via Berni

Ad una nuova strada della zona dell'Esquilino in cui si ricordano fatti legati alla Casa Savoia:
Via Pietro Micca

Ad alcune strade della zona dell'Esquilino in cui si ricordano militari protagonisti delle Guerre d'Indipendenza:
Via Giacomo Durando (non più esistente in quest'area)
Via Enrico Cialdini

Ad un'altra strada sempre del Rione Esquilino:
Via San Quintino (per ricordare la battaglia del 1557 in cui gli spagnoli vinsero sui francesi ed in cui combatté Emanuele Filiberto di Savoia)

Ad una nuova strada nell'area del Rione Castro Pretorio:
Via Antonio Rosmini

A due nuove strade del Rione Monti:
Via Domenicano (in memoria del fatto che qui vicino abitò il famoso pittore, come una targa ricorda)
Via Equizia (perché vicina alla Chiesa di San Martino ai Monti, sorta nei pressi delle case della famiglia Romana degli Equizi)

Ad una strada nei pressi del Ministero delle Finanze:
Via Silvio Spaventa (nel verbale è scritto che tale strada era già nota non ufficialmente con questo nome e vi era anche un cartello di legno che la indicava così)

Ad una strada presso Porta Salaria:
Via Augusto Valenziani (in memoria di uno dei militari morti il 20 Settembre 1870 nella vicina Porta Pia)

Ad una strada della parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo ed in cui sono ricordati i popoli dell'Italia antica:
Via dei Rutoli

Ad una strada venutasi a formare nel Rione Regola con la costruzione dei lungotevere:
Via del Conservatorio (perché vicina al Conservatorio delle Zoccolette)

Ad una nuova strada del Rione Prati nell'area in cui sono ricordati i romani illustri distintisi nel campo delle arti:
Via Benedetto Pistrucci

Ad una nuova strada del Rione Prati nell'area in cui sono ricordati i letterati dell'Antica Roma:
Via Catullo

Alle strade del nuovo quartiere nei pressi di Santa Croce in Gerusalemme, si decide di assegnare i nomi di personalità legate in qualche modo alla Casa Savoia:
Via Umberto Biancamano
Via Conte Rosso
Via Andrea Provana
Via Federico Sclopis
Via Giuseppe Siccardi
Via Federico Menabrea

Per le strade del nuovo quartiere oltre la Barriera Trionfale, il comune decide di assegnare i nomi di importanti battaglie navali in linea con alcune strade limitrofe:
Via Candia
Via Ostia
Via Tolemaide
Via Santamaura
Via Tunisi
Via La Goletta

Per quanto riguarda le strade limitrofe a queste ultime, nella stessa area, si decide di dare i nomi di ammiragli e capitani marittimi:
Via Andrea Doria
Via Mocenigo
Via Sebastiano Veniero

Si decide poi di cambiare il nome al Vicolo del Micio nel Rione Ponte in Vicolo Domizio, perché questo era il suo nome originario, e di dare ad un tratto di Via Labicana rimasto separato da quello principale per la costruzione di Viale Manzoni il nome di Via Statilia perché qui erano stati trovati nel 1871 i sepolcri della famiglia degli Statilii.

Si decide inoltre di cambiare i nomi di Via Clementi e Via Cavallini nel Rione Prati in Via Muzio Clementi e Via Pietro Cavallini.

Successivamente inizia il dibattito tra i Consiglieri Comunali, che pongono dunque diverse questioni:
Il Consigliere Torlonia parla dell'opportunità di dedicare una strada a Romolo e ricorda come il Consiglio si era in precedenza impegnato a dedicare il tratto di Lungotevere dove sorgeva un tempo il Teatro Apollo a Giuseppe Verdi.
Il presidente Colonna risponde a Torlonia che Romolo è ricordato a suo avviso dal nome stesso di Roma.
Il Consigliere Tomassetti risponde a Torlonia dicendo che la commissione di Statistica non ha ancora individuato una piazza degna ad essere dedicata a Romolo, ma dice che verrà fatto alla prima occasione possibile. E con l'occasione propone la Piazza dell'Esedra di Termini quando i lavori di sistemazione si saranno conclusi.
Il Consigliere Giordano-Apostoli pone invece un'altra questione, al tempo molto sentita: quello delle strade omonime in diverse aree della città, come Via Cavour e Piazza Cavour e Corso Vittorio e Piazza Vittorio. Invita perciò a non ripetere questo fatto per la scelta di nomi di strade in futuro.
Un'altra questione pratica è sollevata dal Consigliere Ferrari, che invita ad evitare di dare più nomi ad un unico rettifilo stradale. Nello specifico fa l'esempio di Via Flavia, Via Collina e Via Aureliana.
Inoltre, il Consigliere invita a dedicare una via o piazza di Trastevere a Giuditta Tavani Arquati.
Il Consigliere Zuccari sostiene quest'ultima proposta del Ferrari ed invita anche i consiglieri di idee diverse a sostenere tale proposta dal momento che si tratta di dare un attestato di stima a - parole sue - "una donna che viene uccisa per una grande idea".
Il Consigliere Coltellacci nota invece come la Commissione non abbia tenuto conto dei nomi stabiliti in precedenza.
A tale riguardo il presidente Colonna risponde che il cambiamento di denominazioni stradali deve essere un lavoro ordinato.
Il Consigliere Nathan elogia il lavoro della Commissione nel ricordare grandi uomini la cui memoria si era affievolita, ma invita a ricordare personalità di tutte le epoche passate.
Il Consigliere Civalleri invita a dedicare una strada al Generale Enrico Cosenz.
Il Consigliere Monaci dice di non avere nulla da osservare sui nuovi nomi, ma invita ad evitare di cambiare i nomi di strade già esistenti.

Un quartiere dedicato ai poeti romaneschi a Trastevere?


Trastevere è considerato uno dei rioni di Roma che più di tutti conserva nella propria tradizione una cultura della romanità, anche per essere stato raccontato ed aver dato i natali a numerosi poeti romaneschi ed interpreti della romanità in generale, da Checco Durante ad Alberto Sordi, come le rispettive targhe ricordano.
Forse anche per questo c'è stato un momento in cui il Comune di Roma pensò che questa zona potesse avere un gruppo di strade dedicate ai poeti romaneschi. Ma andiamo per gradi.
Nel 1936, in una serie di lavori relativi all'isolato lungo il Viale del Re (oggi Viale Trastevere) dove erano stati trovati i resti dell'Excubitorium, risultarono alcune nuove strade: una di questa venne dedicata al poeta romanesco Giggi Zanazzo.
Due anni dopo, oltretutto, sempre nello stesso Rione, il Governatorato decise di dedicare al grande poeta romanesco Giuseppe Gioachino Belli una parte della Piazza Sidney Sonnino, dove era presente un suo monumento realizzato nel 1913. Se teniamo conto che il Belli non visse mai a Trastevere (è ricordato da due targa, una in Corso Vittorio e l'altra in Via dei Redentoristi), anche questo denotò il rapporto tra il Rione ed una tradizione di romanità. Questa piazza, pur mostrando questa idea, ancora però non è legata al tema di questo articolo.
Nel 1952, inoltre, il Consiglio Comunale decise di dedicare una piazza al poeta Trilussa, da poco defunto, ed optò per Piazza di Ponte Sisto a Trastevere. Per quanto tale piazza non tocchi il potenziale quartiere dedicato ai poeti romaneschi di cui a breve parleremo, ciò ci fa come le istituzioni in quell'epoca promuovessero anche attraverso la toponomastica il rapporto tra Trastevere e la cultura romanesca.
Nel 1960 il Consiglio Comunale decide di ricordare i poeti romaneschi Giulio Cesare Santini ed Augusto Jandolo dedicandogli due strade. La scelta ricadde in due tratti della già esistente Via dei Genovesi, proprio vicino alla confluenza con la già esistente Via Giggi Zanazzo. Così il tratto di Via dei Genovesi tra Piazza Sidney Sonnino e Via della Luce diventa Via Giulio Cesare Santini, ed il tratto tra Via della Luce e Via Anicia diventa Via Augusto Jandolo. In pochi metri, tre strade andarono a ricordare Giggi Zanazzo, Giulio Cesare Santini ed Augusto Jandolo. Tanto più in un Rione che vede tra le "Porte d'accesso" per chi proviene dall'altra sponda del Tevere due piazze dedicate al Belli ed a Trilussa.
Probabilmente, non fu casuale la scelta del Consiglio di ricordare i due poeti in due strade vicine ed a loro volta adiacenti alla strada dedicata a Zanazzo. Non è da escludere che i consiglieri avessero immaginato, nel tempo, di dedicare altre strade ad altri poeti e custodi della cultura romanesca nella zona. Come fatto per Via dei Genovesi, nell'area esistono altre strade abbastanza lunghe da vedere un solo tratto di esse cambiare nome, tutelando così il toponimo originale. Le strade vicine sarebbero forse potute essere nel mirino per vedere una parte di esse sacrificata in favore di un poeta romanesco.
Tuttavia, questo possibile progetto fu interrotto nello stesso 1960, quando la Sovrintendenza intervenne, tutelando Via dei Genovesi: Via Giulio Cesare Santini venne conservata così come fu istituita, mentre Via Augusto Jandolo fu letteralmente spostata, divenendo quello che un tempo era un tratto del Vicolo di Santa Maria in Cappella e Via dei Genovesi vide quel tratto restituito.
In altri termini, così facendo la Soprintendenza dette un forte indirizzo verso la tutela dei toponimi storici e divise la strada dedicata a Jandolo (pur mantenendola a Trastevere) da quelle di Santini e Zanazzo.
In questo modo un possibile quartiere dei poeti romaneschi a Trastevere decadde, posto che questo progetto esistesse realmente. Non possiamo sapere se realmente vi fosse una simile volontà, ma anche se non ci fosse stata, tre poeti ricordati in tre vie limitrofe avrebbero sicuramente dato un importante indirizzo ai successivi Consigli Comunali su un possibile luogo per ricordare i poeti romaneschi.
La sacrosanta tutela dei toponimi storici (quella che non fu fatta in molte altre situazioni dell'Italia postunitaria) ha prevenuto altri cambi di nome - anche parziali - nell'area, e la linea applicata col passare degli anni da parte del Comune di non alterare i nomi delle strade in cui vi sono numeri civici e residenti hanno fatto il resto.

Via Giulio Cesare Santini


Via Giulio Cesare Santini è una strada del Rione Trastevere compresa tra Piazza Sidney Sonnino e Via della Luce. Questa strada era originariamente un tratto di Via dei Genovesi, finché nel 1960 il Comune di Roma non decise di intitolare due strade di Trastevere ai poeti romaneschi Giulio Cesare Santini ed Augusto Jandolo, scegliendo due tratti di Via dei Genovesi. Al Santini toccò quello compreso tra Piazza Sidney Sonnino e Via della Luce, mentre a Jandolo quello tra Via della Luce e Via Anicia. Lo stesso anno, tuttavia, la Sovrintendenza invitò il Consiglio Comunale a restituire a Via dei Genovesi il tratto che era stato dedicato a Jandolo, e Via Jandolo fu così trasferita in un tratto di Vicolo di Santa Maria in Cappella, rimanendo comunque nella zona. Non venne invece spostata Via Santini. A Giulio Cesare Santini è dedicata anche una targa in Piazza di San Salvatore in Lauro, nel Rione Ponte.

Le due strade erano state individuate per la loro vicinanza alla già esistente Via Giggi Zanazzo, e l'intento era con tutta probabilità quello di creare un gruppo toponomastico dedicato ai poeti e letterati romenschi nel cuore di Trastevere.

Un negozio di vernici in Via Santini

Excubitorium


L'Excubitorium è un edificio risalente all'Età Imperiale situato nel Rione Trastevere, all'angolo tra Via della VII Coorte e Via di Montefiore. Excubitorium è un termine latino che significa "corpo di guardia", e nello specifico era la caserma dove avevano sede i Vigiles. Questo corpo aveva la funzione di spegnere gli incendi, sorvegliare magazzini e portici e provvedere all'illuminazione delle strade. Esso era diviso in sette coorti, ciascuna delle quali aveva sede in una caserma.
Nell'Excubitorium di Trastevere aveva sede la VII Coorte, che aveva competenze sulle Regiones di Trastevere e del Circo Flaminio. Probabilmente non si trattava della caserma principale, ma di un corpo di guardia relativo a tale raggruppamento.
L'Excubitorium risale al II Secolo dopo Cristo, quando venne realizzato su un edificio privato preesistente. Esso vede il suo pavimento in una collocazione attualmente a 8 metri sotto il piano stradale moderno. L'edificio aveva un tempo il pavimento decorato a mosaici ed al centro una fontana esagonale, ancora oggi esistente.
L'Excubitorium venne scoperto durante alcuni lavori tra il 1865 ed il 1866, ma divenne visibile solo in seguito ai lavori conclusisi negli anni '30 del XX Secolo nei due isolati contigui lungo il Viale del Re (oggi Viale Trastevere).

Via Giggi Zanazzo


Via Giggi Zanazzo è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Via Giulio Cesare Santini e Via della VII Coorte. Essa nacque nel 1936, in seguito ai lavori che portarono alla costruzione di nuovi edifici lungo il Viale del Re (oggi Viale Trastevere), e si decise di dedicarla al poeta romanesco Giggi Zanazzo (Roma 1860 - Roma 1911), cui è dedicato anche un monumento in Via dei Delfini, nel Rione Sant'Angelo.
Negli anni '50 questa strada fu presa come toponimo di riferimento per dedicare ai poeti romaneschi Giulio Cesare Santini ed Augusto Jandolo due strade limitrofe. Sarebbe potuto essere l'inizio di una zona di Trastevere con strade dedicate a poeti romaneschi, ma lo spostamento di Via Augusto Jandolo interruppe un possibile seguito al progetto.
In Via Giggi Zanazzo è presente Il Puff, un celebre locale romano noto anche grazie ai concerti qui tenuti dal cantante romanesco Lando Fiorini, ed anche il Teatro La Comunità.

Via della VII Coorte


Via della VII Coorte è una strada del Rione Trastevere compresa tra Piazza Sidney Sonnino e Via di Monte Fiore. Essa venne realizzata nel 1939 nell'ambito dei lavori che hanno portato alla costruzione di alcuni edifici lungo il Viale del Re (oggi Viale Trastevere), e le fu dato il nome che ha per via della presenza lungo la strada dei ruderi dell'Excubitorium, ovvero la caserma cui faceva riferimento la VII Coorte dei Vigili dell'Antica Roma che aveva come zona di competenza Trastevere ed il Circo Flaminio.

Vicolo dell'Abate Luigi


Vicolo dell'Abate Luigi è una strada non più esistente che si trovava nel Rione Sant'Eustachio. Essa da Via Monte della Farina raggiungeva Via della Valle, costeggiando il Palazzo Vidoni. La strada doveva il proprio nome all'antica statua di un personaggio togato non meglio identificato che i Romani iniziarono a chiamare Abate Luigi e che divenne una delle statue parlanti.
A partire dal 1882 la strada venne smantellata per i lavori che portarono alla realizzazione di Corso Vittorio Emanuele II ed al rifacimento di Piazza Sant'Andrea della Valle.
La statua dell'Abate Luigi, diversamente dal Vicolo, esiste ancora in Piazza Vidoni.


Piazza del Drago


Piazza del Drago si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Via della Lungaretta e Via di Monte Fiore. La piazza deve probabilmente il nome ad un'osteria che qui aveva la propria sede. Alcuni sostengono potesse prendere il nome dalla famiglia viterbese dei Del Drago, che a Roma fu sicuramente presente con l'aromataro pontificio Battista Del Drago, che dette nome ad un Vicolo del Drago nel Rione Ponte, oggi chiamato Vicolo del Curato.
L'Osteria del Drago è esistita fino al 1852.
La piazza tra la fine del XIX Secolo e gli anni '40 ha visto cambiare il proprio aspetto per l'apertura del Viale del Re, oggi Viale Trastevere, che ha portato alla costruzione di un palazzo più moderno.

Via della Gensola


Via della Gensola è una strada del Rione Trastevere compresa tra Piazza della Gensola, Lungotevere degli Anguillara e Vicolo della Luce. Questa strada, così come è adesso, nasce nel 1906 in seguito alla risistemazione toponomastica di una zona a ridosso del Tevere sconvolta dalla costruzione dei lungotevere, nello specifico dal Lungotevere dell'Anguillara. Questa strada ricalca in gran parte la vecchia Strada delle Due Mole. Nel 1906 essa era parte della scomparsa Via del Muro Nuovo, ma essendone divenuta una parte completamente distinta, si decise di chiamarla Via della Gensola, come la vicina piazza, che deve questo nome alle piante di giuggiole (in romanesco gensole) che un tempo vi si trovavano.


Piazza della Gensola


Piazza della Gensola si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Lungotevere degli Anguillara e Piazza in Piscinula. Il nome "gensola" in romano significa "giuggiole", ed è probabile che qui si trovassero alberi di questo tipo. Per secoli la piazza si chiamò Piazza delle Gensole, al plurale, ma nel 1906 il Comune di Roma decise di cambiare il nome in "Gensola", ritenuto quello originario.
Nel 1482 venne aperta l'Osteria della Gensola (ancora oggi esistente), che però non ha dato nome alla piazza che, stando ai documenti, aveva già in precedenza questo nome. Questa taverna in ogni caso ha avuto un momento di grande importanza a partire dal XVIII Secolo, quando era particolarmente frequentata dagli artisti danesi, uno dei quali la raffigurò in un dipinto oggi conservato al Museo di Copenhagen.

L'aspetto di questa piazza è fortemente mutato tra la fine del XIX Secolo e l'inizio del XX con la costruzione dei lungotevere. Prima era di fatto affacciata sul fiume, in una zona ricca di mole. Qui in particolare ne era presente una molto grande di proprietà della famiglia Mattei. Per questa ragione era anche detta Piazza della Molara. Questo nome, col tempo, venne attribuito ad un'altra piazza, distante pochi metri da quella della Gensola, più vicina al Tevere ed alle sue mole.


In Piazza della Gensola, in direzione del Tevere, sorse a partire dal 1744 la Chiesa di Sant'Eligio dei Sellai, opera dell'architetto Carlo De Dominicis, che venne poi distrutta per lasciare spazio ai lungotevere.

Via di Sant'Angelo in Pescheria


Via di Sant'Angelo in Pescheria è una strada situata nel Rione Sant'Angelo, compresa tra Piazza Lovatelli e Via del Portico d'Ottavia. Essa deve il nome alla Chiesa di Sant'Angelo in Pescheria, che la strada costeggia e su cui vi si affaccia l'ingresso laterale. Essa deve a sua volta il proprio nome dal fatto che in ciò che rimaneva del Portico d'Ottavia a partire dal Medioevo si tenne il mercato del pesce, detto Forum Piscium o Foro Piscario.
I resti del Portico d'Ottavia sono ben visibili da Via di Sant'Angelo in Pescheria, che si immette in Via del Portico d'Ottavia passando attraverso un suggestivo archetto ricavato nei ruderi dell'antico portico.

Perché Roma si chiama così


È dal 753 avanti Cristo che Roma ha questo nome, e forse per questo la parola e la città si sono legate a tal punto che le persone non si chiedono facilmente perché ha assunto questa denominazione. Ma perché Roma si chiama così?

Come noto, il fondatore leggendario di Roma è Romolo, primo Re di questa città: il suo nome è sicuramente strettamente legato a quello di Roma, come tipico di quel periodo storico: si pensi ad esempio all'Italia, che deve il proprio nome al leggendario Re Italo degli Enotri. Ma ciò ancora non spiega la radice del nome Roma (ed anche, quindi, del nome Romolo).

Ma allora, perché Roma si chiama così? Secondo Servio Mario Onorato, grammatico latino vissuto tra il IV ed il V Secolo dopo Cristo, Roma o Rumon era l'antico nome del Tevere, dalla radice greca "ruo", ovvero scorrere.

Secondo il greco Plutarco, invece, il nome va trovato nel popolo preellenico dei Pelasgi che, sbarcati sulle coste laziali, hanno dato a questa terra il nome di "Rhome", "armi", per ricordare la loro presenza armata.  Altre interpretazioni di Plutarco parlano di una donna di nome Rhome arrivata nel Lazio da Troia insieme ad Enea ed una terza parla di Roma, figlia di Re Italo, andata in sposa ad Enea. Va detto che gli autori greci tendevano ad enfatizzare un ruolo della loro terra nella fondazione di Roma.

Un'altra ipotesi presa particolarmente in considerazione che spiega perché Roma si chiama così è la radice etrusca Ruma, che significa mammella ma anche altura nel terreno. Questo nome richiama sia i l Colle Palatino, dove fu fondato il primo nucleo di Roma, ed anche le mammelle della lupa con cui i gemelli Romolo e Remo vennero allattati.

Bassorilievo delle Tre Teste


Il bassorilievo delle Tre Teste si trova lungo la Via Prenestina, nella parte compresa nella Zona Tor Sapienza, al lato della Chiesa di Sant'Anna e sotto la torre nota come Tor Tre Teste, proprio per via di questo bassorilievo.
Dal bassorilievo e dalla torre prende il nome l'intera zona di Tor Tre Teste.
Questo bassorilievo con tutta probabilità proviene da un sarcofago o comunque da qualche opera funebre romana. Non c'è dato sapere chi rappresentino le tre teste, che potrebbero essere comunque defunti o persone legate al defunto nel sarcofago.

Cosa vuol dire SPQR?



Andando a Roma si legge molto spesso, compare in numerosi monumenti soprattutto dell'Antica Roma, ma cosa vuol dire SPQR? Questa sigla è fondamentale per la storia della Città Eterna e la sua diffusione è arrivata in tutto il mondo e, dal tempo degli antichi, fino ai giorni nostri, al punto che oggi compare nel simbolo del Comune di Roma.

Ma di preciso cosa vuol dire SPQR? Questa sigla vede le proprie origini ai tempi della Repubblica Romana, quando le due principali figure del potere erano il Senato - ovvero i patrizi - ed il Popolo - ovvero i plebei.

La sigla SPQR racchiude al proprio interno entrambe queste figure, dal momento che essa significa Senatus PopulusQue Romanus, ovvero "il Senato ed il Popolo Romano". Fin dai tempi della Repubblica, questa sigla è comparsa negli stemmi ufficiali di Roma, volendovi racchiudere, attraverso il Senato ed il Popolo, l'intera cittadinanza dell'Urbe.

In realtà, se volete sapere cosa vuol dire SPQR, è bene dire che esistono anche versioni alternative sul significato di questa sigla, che però non ne alterano la funzione di simbolo dell'intera cittadinanza. Secondo il vocabolario latino-italiano Castiglioni-Mariotti, la sigla starebbe per "Senatus Populusque Quiritium Romanum", ovvero "Il Senato ed il Popolo Romano dei Quiriti". I Quiriti erano i cittadini romani che godevano a pieno dei diritti della cittadinanza romana.

Seppur la sigla sia nata in Età Repubblicana e faccia esplicito riferimento ad istituzioni di quell'epoca, essa è rimasta un simbolo cittadino anche durante l'Età Imperiale e persino dopo la caduta dell'Impero Romano.

Per tutti i secoli successivi SPQR è rimasto un acronimo fondamentale nei simboli di Roma, comparendo praticamente sempre negli emblemi ufficiali o comunque più diffusi. Dal 1927 esso compare anche nello stemma ufficiale del Comune di Roma ancora oggi adottato.


La vasta diffusione dell'acronimo SPQR e la sua importante storia ha portato a renderlo anche parte della cultura popolare. Per questa ragione è stato talvolta riutilizzato sotto altre forme, per ragioni satiriche, creative o di altro tipo. Giuseppe Gioachino Belli, in un sonetto dal titolo appunto di SPQR, lo usa con il significato di "Soli Preti Qui Regneno".
Diverso il significato usato invece nel fumetto francese Asterix, in cui come noto viene rivisitata la guerra gallica di Cesare dal punto di vista dei galli Asterix ed Obelix (con risultati un po' diversi da come è andata realmente...), ed in questo caso il celebre acronimo è utilizzato per dire "Sono Pazzi Questi Romani".

Per la stessa ragione, molte città hanno mutuato da Roma l'acronimo SPQR: se ne contano a decine in tutta Italia, tra cui SPQA di Albano Laziale, SPQP di Palermo, SPK di Cagliari (usata solo in alcuni affreschi nel Palazzo Regio della città) ed SPQS di Siena.



Sant'Anna a Tor Tre Teste


Sant'Anna a Tor Tre Teste è una Chiesa situata in Via Prenestina, nella parte compresa nella Zona Tor Sapienza. Essa venne costruita nel XV Secolo per volontà del Capitolo della Basilica di San Giovanni in Laterano, proprio sotto la torre nota come Tor Tre Teste, per via del bassorilievo raffigurante tre figure umane posto sul muro proprio di fianco alla Chiesa.
Si trattava di una Chiesa piuttosto semplice, anche in seguito al restauro avvenuto nel XVII Secolo. La Chiesa rimase consacrata fino al 1948. Una relazione del 1950 fatta al Vicariato parla di come questa Chiesa fosse il punto di riferimento per le circa 130 famiglie, principalmente operaie, che vivevano nell'area, all'epoca ancora quasi per nulla urbanizzata.

S.P.Q.R. Tv

S.P.Q.R. Tv è stata un'emittente tv locale di Roma attiva per alcuni anni a partire dal 1976. I suoi primi studi avevano sede in Via Plotino, nella parte del Quartiere Trionfale nota come Balduina. L'acronimo S.P.Q.R. rappresentava un doppio senso, perché oltre a Senatus Popolusque Romanus significava anche Società Produzioni Quotidiane Radiotelevisive.
A fondare l'emittente fu il giovane avvocato Francesco Napoletano, che già aveva fondato Tele Latina. Su questo canale fecero il proprio esordio televisivo, tra gli altri, Milly Carlucci e Fabrizio Maffei.

Delibera sulla toponomastica di Roma del 17 Marzo 1884

Nella delibera sulla toponomastica di Roma del 17 Marzo 1884 (visibile qui), il Consiglio Comunale si riunisce con l'obiettivo di celebrare a dovere Quintino Sella, morto il 14 Marzo precedente.
Dopo una serie di interventi in cui si ricorda e si celebra il grande Ministro delle Finanze, il Consiglio Comunale delibera le seguenti cose:

1 - Che la strada del Quartiere Spithover (oggi parte del Rione Sallustiano) di fronte al Ministero delle Finanze venga denominata Via Quintino Sella.
2 - Che si ponga una targa commemorativa che ricordi Quintino Sella presso la casa in cui visse in Via Nazionale.
3 - Che si collochi nella Sala degli Arazzi al Campidoglio un busto di Quintino Sella.
4 - Che una delegazione del Consiglio Comunale di Roma si rechi a Biella per i funerali di Sella.
5 - Che tale delegazione porti una corona di fiori a nome del Consiglio Comunale.
6 - Che la spesa per tali celebrazioni sia presa dalla voce del bilancio dedicata alle spese impreviste.

Questa delibera, come vediamo, non è strettamente legata alla toponomastica di Roma, quanto alla celebrazione in generale di una figura, in questo caso Quintino Sella. In quest'ambito viene presa anche una decisione in materia di toponomastica, ovvero la dedica di una strada allo storico Ministro.

Fontana delle Tiare


La Fontana delle Tiare si trova in Largo del Colonnato, nel Rione Borgo. Essa è opera dello scultore Pietro Lombardi, autore negli anni '20 di diverse fontanelle rionali, nelle quali ha cercato di raffigurare l'identità dei diversi territori.
La Fontana delle Tiare è stata realizzata nel 1927 con l'obiettivo di raffigurare il Rione Borgo e la Città del Vaticano.
Tre Tiare Papali sono il principale elemento di questa fontana, tanto da darle il nome. Sotto di esse sono presenti le Chiavi simbolo di San Pietro ed alcune cannelle gettano acqua in tre conche a forma di conchiglia.

Via Unione Sovietica


Via Unione Sovietica è una strada situata nel Quartiere Parioli, nella parte nota come Villaggio Olimpico, compresa tra Viale XVII Olimpiade e Via Nedo Nadi. La strada si trova nell'area costruita per ospitare, durante le Olimpiadi del 1960, il Villaggio Olimpico e che, dopo i Giochi, divenne a tutti gli effetti un quartiere di Roma. Lungo la strada, all'angolo con Viale XVII Olimpiade, è stata collocata alla fine degli anni '50 la statua di Amleto Cataldi raffigurante la lotta.
Nel 1961 le strade di quest'area furono dedicate principalmente a nazioni che presero parte alle Olimpiadi, e questa divenne Via Unione Sovietica. Riguardo la dedica, nel verbale di tale deliberazione si nota come inizialmente si stesse pensando di chiamare la strada "Via Russia", ma con un asterisco è scritto che il nome va precisato in "Via Unione Sovietica".
Nonostante l'Unione Sovietica si sia sciolta nel 1991, la strada ha mantenuto il suo nome.

Fontana di Vermicino


La Fontana di Vermicino, nota anche come Fontanone di Vermicino, si trova all'angolo tra Via della Mola Cavona e Via Tuscolana Vecchia, nella parte della località di Vermicino situata nel Comune di Frascati.
Questa fontana risale al 1731, quando Papa Clemente XII Corsini (1730-1740) la fece realizzare all'architetto Luigi Vanvitelli.
La fontana è composta da una struttura sormontata dallo stemma dei Corsini e su cui è presente una targa in cui si ricorda come essa sia stata voluta da Clemente XII. Sotto, un mascherone versa acqua in una vasca.
Per secoli questa fontana fu una tappa costante per i viandanti che si muovevano tra Roma e Frascati e questa fontana, che si trovava in mezzo alla campagna, era uno dei maggiori luoghi di sosta e ristoro presenti lungo la Tuscolana.

Borgo di Sopra


Borgo di Sopra è una strada della Zona Cesano compresa tra Piazza Francesco Caraffa e Via Cesanese. La strada ha questo nome perché è la principale via della parte alta di questo borgo, oltre che parallela di Borgo di Sotto.

Via Giovanni Conti


Via Giovanni Conti è una strada compresa in parte nella Zona Val Melaina ed in parte nella Zona Castel Giubileo. La strada venne istituita nel 1967 e dedicata, in linea con la toponomastica della zona, al politico Giovanni Conti (Montegranaro 1882 - Roma 1957), storico esponente del Partito Repubblicano Italiano.
Quando la strada venne istituita, essa era parte della Zona Val Melaina. Il cambio di confini avvenuto nel 1991 la portò a fare da confine tra questa zona e Castel Giubileo.

Viale Lina Cavalieri


Viale Lina Cavalieri è una strada della Zona Castel Giubileo, compresa tra Via Pian di Sco e Via Maria Melato. Essa venne istituita nel 1983 ed in linea con la toponomastica locale - in cui si ricordano personalità dello spettacolo - venne dedicata a Lina Cavalieri (Roma 1875 - Firenze 1944), soprano ed attrice cinematografica.
Quando la strada venne istituita, faceva parte della Zona Val Melaina, ma nel 1991 i confini di alcuni comprensori di Roma furono rivisti ed il Viale Lina Cavalieri divenne parte della Zona Castel Giubileo.

Piazza Ottaviano Vimercati


Piazza Ottaviano Vimercati si trova nella Zona Val Melaina, compresa tra Via Monte Cervialto e Via dell'Ateneo Salesiano. Essa venne istituita nel 1965 e dedicata, in linea con la toponomastica della zona, all'uomo politico Ottaviano Vimercati (Milano 1815-Monza 1879), ufficiale della Legione Straniera Francese poi divenuto senatore del Regno d'Italia.

Tor Tre Teste


Tor Tre Teste è una torre che si trova nella Zona Tor Sapienza, lungo Via Prenestina. Essa risale al XII Secolo, ed era originariamente di proprietà della Basilica di San Giovanni in Laterano. Inizialmente prese il nome di Torre di San Giovanni, per via della proprietà, ma successivamente venne chiamata Tor Tre Teste per via del bassorilievo di epoca romana - probabilmente proveniente da un sarcofago - raffigurante tre figure, posto sotto di essa.
Nel XV Secolo la Basilica di San Giovanni fece costruire una piccola Chiesa, dedicata a Sant'Anna, sotto la torre.
La torre ha subito diversi crolli durante i secoli, ed oggi è in gran parte danneggiata.

Targa in memoria di Ernesto "Che" Guevara


La targa in questione si trova in Via dei Volsci, nella parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo, e ricorda Ernesto "Che" Guevara (Rosario 1928-Higuera 1967), condottiero argentino noto per la sua partecipazione alla rivoluzione cubana. La targa è stata qui posta il 9 Ottobre 2017 in occasione del 50enario della morte di Che Guevara dall'Associazione Nazionale Amicizia Italia-Cuba, dall'Ambasciata di Cuba e da Patria Socialista.

Vicolo delle Telline

Vicolo delle Telline indicato in una mappa del 1878 edita dalla libreria Spithover
Vicolo delle Telline è una strada oggi non più esistente che si trovava nel Rione Ponte. Questo toponimo ha origine dal fatto che presso Porta Aurelia (che sorgeva a pochi metri da qui) venivano scaricate le telline pescate a Civitavecchia. Per questo ragione sorse qui un'osteria detta Osteria della Tellina. Per la stessa ragione, vi sorse anche un'albergo chiamato Albergo di Civitavecchia, ed il vicolo fu infatti detto anche Vicolo dell'Albergo di Civitavecchia.
Il Rufini sostiene che il vicolo avesse questo nome perché la sua forma ricordava quella di una tellina, ma l'ipotesi sembra poco plausibile.
La strada fu distrutta nei grandi mutamenti urbanistici di fine XIX Secolo con cui nacquero i lungotevere ed il Corso Vittorio Emanuele II. Il vicolo si trovava grossomodo dove oggi sorge Piazza Pasquale Paoli.

Via della Tribuna di Campitelli


Via della Tribuna di Campitelli è una strada del Rione Sant'Angelo, compresa tra Piazza Campitelli e Via Sant'Angelo in Pescheria. La strada originariamente proseguiva fino a Via del Teatro di Marcello, ma venne accorciata per via degli scavi realizzati intorno al Teatro di Marcello, fatto che spiega la brusca interruzione della strada.
Il nome della strada deriva dall'abside - detta appunto tribuna - della Chiesa di Santa Maria in Campitelli, che si affaccia su questa strada. Lungo questa via si può ancora vedere - seppur murato in un'abitazione - un portico medievale realizzato con colonne di spoglio, provenienti probabilmente dal Tempio di Giunone Regina. Anche l'edificio di fronte presenta alcuni tratti di origine medievale, e si pensa possa trattarsi della Torre Stroncaria, risalente al XIV Secolo ed appartenuta alla nobile famiglia dei Vallati.

Targa in memoria di Bartolomé Herrera


La targa in questione si trova in Piazza Mignanelli, nel Rione Campo Marzio, e ricorda il sacerdote e politico Bartolomé Herrera (Lima 1808-Arequipa 1864), che nel 1852 stabilì presso questo palazzo la prima missione diplomatica del Perù presso la Santa Sede. La targa è stata qui posta nell'Ottobre 2002.

Targa in memoria di Francisco Solano Lopez


La targa in questione si trova nell'androne d'ingresso del Palazzo Caetani, in Via delle Botteghe Oscure, nel Rione Sant'Angelo, e ricorda il politico e militare Francisco Solano Lopez (Asuncion 1827 - Cerro Corà 1870), che qui alloggiò nel 1854 durante una missione diplomatica.
La targa è stata qui posta dal governo paraguayano nella figura del presidente Horacio Cartes Jara, dell'ambasciatore in Italia Martin Llano-Heyn e del ministro degli Esteri Eladio Loizaga nel Novembre 2017.

Fontana di Porta San Pancrazio


Lungo Via Garibaldi, all'angolo con Via di Porta San Pancrazio, nel Rione Trastevere, addossata ad un muraglione si può scorgere questa fontana. La fontana è costituita da una semplice vasca sormontata da una protome leonina. Sopra è presente un'epigrafe che fa riferimento ai lavori di Papa Urbano VIII Barberini di consolidamento dell'area di San Pietro in Montorio risalenti al 1629, occasione in cui probabilmente è stata realizzata anche questa fontana.
Non si saperò se essa sia stata o no sempre in questo punto, dal momento che sul muro sono presenti segni che lasciano intendere vi fosse una porta.
Sulla vasca è invece scritta la data del 1936, anno in cui la fontana venne restaurata.

Il Carnacciaro

Un carnacciaro in un'incisione di Bartolomeo Pinelli
Il Carnacciaro era un antico mestiere esercitato a Roma fino alla prima metà del XX Secolo. Questa figura vendeva e distribuiva carnaccia, ovvero carne scartata dalle macellerie, per cani e gatti.
La carnaccia era spesso costituita da polmone, trippa ed interiora, che il carnacciaro distribuiva lessate e tagliuzzate.
Più che una vera e propria vendita di carne, quella del carnacciaro era una distribuzione di carne che veniva retribuita dalle mance dei proprietari degli animali. Capitava di frequente che ci fosse qualche gatto randagio che mangiava la carnaccia senza che nessuno avesse pagato per lui. In altri casi, la distribuzione della carne avveniva come una vera e propria vendita.
Il carnacciaro, diversamente da molti altri mestieri ambulanti, non gridava un proprio motto per richiamare l'attenzione, anche perché spesso girava nelle prime ore della mattina. Si limitava a fischiettare attirando così l'attenzione dei gatti.
Con il passare del tempo, la figura del carnacciaro è venuta meno, venendo sostituita soprattutto dalla gattara, figura generalmente femminile nell'immaginario collettivo, ovvero una pia donna che porta cibo ai gatti delle colonie feline e di altri luoghi in giro per Roma.

Segnale di una S in Piazza Giuseppe Verdi


In Piazza Giuseppe Verdi, all'angolo con Via Vincenzo Bellini, nel Quartiere Pinciano, è presente una "S" dipinta sul muro di un edificio. Si tratta di un esempio di segnaletica a muro della Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui si segnalava in questa maniera sui muri la presenza in zona di idranti o rifugi. Il significato della "S" nello specifico non è mai stato pienamente chiarito, ma si pensa possa indicare un rifugio antiaereo sotterraneo.

Vicolo del Cedro


Vicolo del Cedro è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Via della Scala e Via Garibaldi. Originariamente il nome di questa strada era Vicolo del Merangolo, probabilmente per via di un albero di questo tipo o di un'osteria con questa insegna. In ogni caso, nel 1871, il Comune di Roma decise di cambiargli nome per evitare l'omonimia con la strada dallo stesso nome nel Rione Regola.
La strada, in ogni caso, ha origini antiche ed è caratterizzata dalla presenza di numerosi edifici bassi, tipici di Trastevere.


Lungo la strada è visibile un'Oratorio risalente al XVII Secolo ed è anche presente un'Edicola Sacra.
La parte del vicolo che sale verso Via Garibaldi è costituita da una scalinata.


Le strade del Rione Ponte

A seguire, un elenco di tutte le strade esistenti nel Rione Ponte.

 L'elenco delle strade soppresse o non più esistenti del rione è invece consultabile qui.

 Le strade del Rione Ponte:

Via Acciaioli
Arco degli Acquasparta
Via degli Acquasparta
Lungotevere degli Altoviti
Vicolo degli Amatriciani
Via dell'Arco de' Banchi
Via dell'Arco della Fontanella
Via dell'Arco di Parma
Vicolo dell'Avila

Via dei Banchi Nuovi
Via dei Banchi Vecchi
Via del Banco di Santo Spirito
Via Bravaria
Via dei Bresciani

Vicolo della Campanella
Via del Cancello
Via delle Carceri
Vicolo del Cefalo
Vicolo Cellini
Piazza della Chiesa Nuova
Vicolo Cieco
Via dei Cimatori
Piazza delle Cinque Lune
Via del Consolato
Via del Corallo
Piazza dei Coronari
Via dei Coronari
Vicolo del Curato

Vicolo Domizio

Largo Febo
Vicolo di Febo
Piazza Fiammetta
Piazza del Fico
Vicolo del Fico
Via dei Filippini
Largo dei Fiorentini
Lungotevere dei Fiorentini

Via dei Gabrielli
Via dei Gigli d'Oro
Via Giovanni Giraud
Via Giulia
Via del Gonfalone
Via del Governo Vecchio

Piazza Lancellotti
Via Lancellotti
Vicolo del Leuto

Vicolo dei Marchegiani
Lungotevere Marzio
Via della Maschera d'Oro
Via del Mastro
Via della Mola de' Fiorentini
Piazza di Montevecchio
Vicolo di Montevecchio
Via di Monte Brianzo
Via di Monte Giordano
Vicolo del Montonaccio

Largo Orbitelli
Vicolo Orbitelli
Piazza dell'Oro
Piazza dell'Orologio
Via degli Orsini
Via dell'Orso
Vicolo dell'Orso
Vicolo degli Osti

Arco della Pace
Via della Pace
Vicolo della Pace
Vicolo delle Palle
Vicolo della Palomba
Via di Panico
Via Paola
Piazza Pasquale Paoli
Via del Pavone
Via dei Pianellari
Piazza di Ponte Sant'Angelo
Piazza di Ponte Umberto
Via dei Portoghesi
Ponte Principe Amedeo di Savoia Aosta

Via della Rondinella

Piazza di Sant'Agostino
Via di Sant'Agostino
Ponte Sant'Angelo
Piazza di Sant'Apollinare
Via di Sant'Apollinare
Vicolo di San Celso
Vicolo di San Giuliano
Via di Santa Maria dell'Anima
Piazza di San Salvatore in Lauro
Piazzetta di San Simeone
Vicolo di San Simeone
Via di San Simone
Vicolo di San Trifone
Lungotevere dei Sangallo
Vicolo della Scimia
Piazza Sforza Cesarini
Via Sforza Cesarini
Vicolo Sforza Cesarini
Via dei Soldati
Vicolo dei Soldati
Vicolo Sugarelli

Largo Ottavio Tassoni
Lungotevere Tor di Nona
Via di Tor di Nona
Via di Tor Millina
Piazza di Tor Sanguigna
Via di Tor Sanguigna
Via dei Tre Archi

Ponte Umberto I

Vicolo delle Vacche
Via dei Vecchierelli
Via della Vetrina
Corso Vittorio Emanuele II
Ponte Vittorio Emanuele II
Vicolo della Volpe
Via Giuseppe Zanardelli

Vicolo del Piede


Vicolo del Piede è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Vicolo della Pelliccia e Vicolo della Paglia. L'origine del nome di questo vicolo è oggetto di dibattito: secondo alcuni potrebbe derivare da una statua o bassorilievo presente nel vicolo, magari murata su uno degli edifici, di un piede (magari il frammento di una più ampia composizione), un'ipotesi in qualche modo simile all'origine del nome di Via Piè di Marmo, dove tuttavia il piede di marmo è ancora ben visibile.
Un'altra ipotesi è che il nome derivi dall'insegna di un'osteria, o dal fatto che il vicolo si trovi "ai piedi" del Gianicolo. Più fantasiosa l'idea che il vicolo debba il nome al fatto che la sua tortuosa forma sia quella di un piede.
In ogni caso, si tratta di un tipico vicolo trasteverino, caratterizzato da edifici bassi la cui origine è molto antica.
Sul vicolo prospetta la Chiesa, oggi sconsacrata, di Santa Maria della Clemenza, dal 1675 officiata dall'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, restaurata nel XVIII Secolo prima ed alla fine del XIX Secolo poi prima di venire sconsacrata dopo la Prima Guerra Mondiale. Sono inoltre presenti lungo la strada due Edicole Sacre raffiguranti entrambe la Madonna col Bambino, una risalente al XVIII, l'altra al XIX.
All'angolo con Via della Pelliccia è invece presente un'interessante esempio di casa medievale.


Vicolo delle Fiamme


Vicolo delle Fiamme è una strada che si trovava tra il Rione Trevi ed il Rione Sallustiano, originariamente compresa tra Via San Nicola da Tolentino e Via di San Basilio e poi tra la prima e Via Sallustiana.
Il nome della strada derivava da un bassorilievo che si trovava su un muro e raffigurava una mano tra le fiamme. Non è chiaro cosa potesse significare: per alcuni si trattava di un ex voto, per altri di un insegna collegata alla storia di Muzio Scevola, l'antico romano che per errore invece di uccidere il re etrusco Porsenna, uccise il suo segretario, punendosi poi bruciando la propria mano destra. Un Muzio Colonna, per l'omonimia con Muzio Scevola, volle una mano tra le fiamme come simbolo con il motto "Facere et pati fortia" (fare e sopportare cose forti), quindi potrebbe anche trattarsi di un suo stemma. Del bassorilievo, che si trovava su un muro di cinta di Villa Massimo, si conserva una copia nel cortile del Palazzo Massimo di Rignano all'Aracoeli.
In ogni caso, nel 1938 il Vicolo delle Fiamme cessò di esistere per far spazio alla nuova Via XXIII Marzo, che avrebbe collegato Piazza San Bernardo a Via Vittorio Veneto. Questa strada, dopo la caduta del fascismo, diventò Via Leonida Bissolati. Il Vicolo delle Fiamme fu dunque assorbito dalla nuova arteria, ed il suo nome fu ricordato dal Cinema Fiamma, che aveva sede proprio sulla nuova strada ed ha cessato l'attività nel 2017.