Targa in memoria dell'Acqua Pia Marcia


La targa in questione si trova in Via Eleniana, nel Rione Esquilino, e ricorda il ripristino nella zona dell'Acqua Marcia, fu costruita nel 1923 dall'architetto Carlo Busiri Vici.
La grande targa, scritta in latino e posta in un'edicola monumentale, ricorda i diversi passaggi nelle varie epoche di questo acquedotto, mettendoli spesso in relazione ad eventi storici.
La raffinata edicola, interamente in travertino, è costituita da due colonne con capitello dorico e trabeazione a triglifi e clipei, sul gocciolatoio si apre un tetto concavo a finte tegole.
La lapide, inquadrata de una cornice con ovoli, è sostenuta da grandi bugne rustiche che la raccordano all'edicola e arrivano a coprire, a tratti alterni, le colonne stesse.
Il testo parte dalla creazione di questo acquedotto "tre anni dopo la distruzione di Cartagine", con riferimento alla vittoria Romana nelle Guerre Punitche, da Quinto Marcio, continua con"restaurata due anni prima che la Capitale d'Italia venisse liberata", in riferimento al ripristino dell'acquedotto da parte del Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878) nel 1868, due anni prima dell'annessione di Roma al Regno d'Italia, la targa celebra l'arrivo di nuova acqua all'acquedotto in grande abbondanza "cinque anni dopo la caduta dell'Impero Austriaco", e quindi della vittoria Italiana nella Prima Guerra Mondiale.
Negli anni successivi, in quest'area venne realizzato un serbatoio dell'Acqua Pia Marcia.

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