Rione Sallustiano



Il Rione Sallustiano sorge in quella zona che, all'epoca di Augusto, era occupata dagli Horti Sallustiani, una delle più magnifiche ville della Roma Antica.
All'interno di essi, sappiamo sorgevano il Tempio della Dea Fortuna, il Circo di Flora ed un ippodromo, dal quale, con tutta probabilità, proviene l'Obelisco Sallustiano, oggi situato in Piazza Trinità dei Monti.
Sempre nel territorio del Rione, sorgeva la via Salaria Nova, che da Porta Collina conduceva alla Via Salaria, nel tragitto oggi percorso, grosso modo, da Via Piave. Era in questa via che, al tempo dell'Antica Roma, sorgevano molti sepolcri di Patrizi Romani. Sempre nell'area del Rione sorgeva il Tempio di Venere Ercyna.
Durante il sacco di Roma ad opera dei Visigoti di Alarico nel 410, la zona subì notevoli devastazioni: la distruzione degli Horti Sallustiani e degli acquedotti.
L'area riprese lo sviluppo grossomodo nel 1500: venne aperta la Via Pia, l'attuale Via XX Settembre, e vennero ripristinati da Sisto V gli antichi acquedotti, con il nome di Acqua Felice, e nel 1608 il Cardinale Scipione Borghese fece costruire la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, dove, alcuni anni dopo, Bernini scolpì la sua celebre Estasi di Santa Teresa.

Villa Spithover, vista da Villa Massimo

La zona, fino all'unità d'Italia, rimase prevalentemente composta da ville e vigne, ed all'epoca faceva parte del Rione Trevi. 
Nel 1600 era sorta la Vigna Barberini, con il casale costruito sui ruderi delle antiche Mura Serviane, a metà Ottocento questa vigna diventò Villa Spithover, la villa più grande del Rione, che partiva da Via XX Settembre e arrivava alle rovine del Circo di Sallustio, fino a Via di Porta Salaria.

L'area del Rione Sallustiano nel 1876, occupata in gran parte da Villa Spithover

A seguito della Breccia di Porta Pia, che tra l'altro coinvolse una parte di Mura Aureliane appartenente al Rione, la zona fu progressivamente urbanizzata. Nel 1873 venne costruito accanto a Santa Susanna il Museo Geologico, vanto della giovane Capitale.
Il PRG del 1883 prevedeva la creazione di Via Flavia e la costruzione di una serie di edifici tra questa strada e Via XX Settembre.

Il Rione Sallustiano, parzialmente edificato, nel 1888

La lottizzazione Spithover, che prevedeva l'intera distruzione della villa, venne approvata nel 1884, mentre quella di Villa Massimo nel 1886.
Alla fine degli anni Ottanta furono realizzati grandi palazzi, soprattutto verso Via XX Settembre e Piazza Sallustio, mentre ai primi del Novecento vennero costruiti, nei lotti liberi, molti pregevoli villini, per la ricca borghesia e la nobiltà Romana, da parte di architetti come Pincherle, Milani, Sleiter, Basile e Podesti.
Oggi il Rione ha un aspetto molto signorile ed è ricco di uffici.

Chiese:

Ministeri:
Ministero dell'Agricoltura, Via XX Settembre

Musei:
Museo Boncompagni-Ludovisi per le Arti Decorative
Museo Storico dei Bersaglieri

Palazzi:

Rione Ludovisi



Il territorio del Rione Ludovisi era, nell'Antica Roma, occupato prevalentemente da Horti di proprietà di Patrizi Romani.
In epoca Rinascimentale la zona era occupata da diverse ville, come quella degli Orsini, acquistata poi dalla famiglia Ludovisi nel 1622, quando il Papa era Gregorio XV, esponente di questa famiglia, che la ampliò acquistando anche alcuni terreni adiacenti. Ne nacque, così, una delle più belle ville nobiliari di Roma.

Villa Ludovisi attorno al 1750


Con l'Unità d'Italia, la storia di questo Rione cambiò in maniera netta. La famiglia Ludovisi, nel 1886, mentre Roma, divenuta Capitale d'Italia, mutava profondamente volto, stipulò una convenzione con il Comune di Roma e la Società Generale Immobiliare, che sanciva l'urbanizzazione e la lottizzazione dell'intero terreno della villa. 
Nacque così il Rione Ludovisi, e della vecchia villa, oggi, rimangono solamente il Casino dell'Aurora e parte del Palazzo Grande.

Villa Ludovisi nel 1876 occupava l'intera area del Rione

Venne dunque costruita l'elegante Via Veneto, che da Porta Pinciana conduceva a Piazza Barberini, completata nel 1906, con i suoi alberghi, tra cui ricordiamo l'Excelsior e il Majestic, e con il Palazzo Margherita, che diverrà, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sede dell'Ambasciata degli Stati Uniti presso lo Stato Italiano.
Fu poi sotto il Fascismo che la zona conobbe un ulteriore periodo di sviluppo e di cambiamenti al tessuto urbano: tra il 1925 ed il 1935, infatti, furono edificati il Ministero delle Corporazioni, poi Ministero dell'Industria, l'Hotel Ambasciatori ed il Palazzo INA, e venne aperta la Via XXIII Marzo, oggi rinominata Via Leonida Bissolati.

Via Veneto, con i suoi alberghi, sede della "Dolce Vita"

La via principale del Rione. perpendicolare a Via Veneto, è Via Boncompagni, su cui si affacciano edifici di pregio e importanti villini.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni '50 e '60 il Rione, con la sua Via Veneto, diviene il centro della "Dolce Vita", immortalata nell'omonimo film di Federico Fellini, cui è stato dedicato un largo proprio alla conclusione di Via Veneto, presso Porta Pinciana.
Oggi il Rione Ludovisi è un Rione signorile, sede di uffici e Ministeri, ma anche di alcuni tra i più prestigiosi alberghi di Roma, ma che, tuttavia, ancora vive nel ricordo della sua "Dolce Vita" quasi museificata, senza tentare di farla rivivere.

Alberghi:

Chiese:

Chiese di altre Confessioni:
Sant'Andrea di Grecia (Greco-Ortodossa)
Chiesa Evangelica Luterana, Via Sicilia (Evangelica Luterana)
Holy Trinity Church, Via Romagna (demolita)

Fontane:

Ministeri:
Ministero delle Corporazioni, Via Vittorio Veneto

Palazzi:
Casino dell'Aurora, Via Lombardia
Palazzo Balestra, Via Vittorio Veneto
Palazzo della Banca Nazionale del Lavoro, Via Vittorio Veneto
Palazzo della CISA Viscosa, Via Sicilia angolo Via Romagna
Palazzo dell'Istituto Nazionale Assicurazioni, Via Vittorio Veneto
Palazzo Margherita, Via Vittorio Veneto
Edificio Polifunzionale, Via Campania angolo Via Romagna

Siti Archeologici:
Porta Pinciana

Statue e monumenti:

Strade:

Scuole:
Liceo Scientifico Statale "Augusto Righi"
Liceo Classico Statale "Torquato Tasso"
Scuola Media Statale "Michelangelo Buonarroti"
Scuola Elementare "Regina Elena"

Ville:

Villini:

Rione Esquilino



Il Rione Esquilino prende nome dall'omonimo Colle, uno dei sette sui quali nacque il primo nucleo di Roma. 
Le testimonianze ci dicono che la zona era già urbanizzata in epoca Regia, costituendo una delle quattro regiones della Roma entro le Mura Serviane. Prima della costruzione delle Mura Aureliane, il territorio era tuttavia diviso in due parti, una interna alle Mura Serviane, ed una esterna. Quest'ultima, fino all'epoca di Augusto, era di fatto la discarica cittadina dell'epoca, ed oltre a ciò vi aveva sede un cimitero. 
Sotto Augusto, tuttavia, le cose cambiarono: l'area fu bonificata, vi fu costruita una delle più belle ville dell'antica Roma, gli Orti di Mecenate, che fu solo uno dei numerosi Horti che sorsero in questa zona fino alla fine dell'Impero.
Con il Medioevo, l'area cedde in abbandono e non conobbe alcuna urbanizzazione, i vari terreni, adibiti ad uso agricolo, passarono in possesso di molti Conventi. 
A partire dal 1500 vi sorsero, inoltre, alcune ville, come Villa Palombara, celebre per la sua Porta Magica, situata dove oggi sorge Piazza Vittorio Emanuele II, Villa Altieri, con il celebre labirinto di bosso, Villa Caetani, Villa Astalli e Villa Giustiniani, poi Massimo. 
Nel XIX Secolo fu realizzata l'ultima grande villa, Villa Wolkonsky, ancora oggi esistente.

La Basilica di San Giovanni in Laterano vista dall'attuale Via Carlo Felice prima dell'urbanizzazione dell'Esquilino

Con l'Unità d'Italia, si decise che sul colle Esquilino sarebbe nato un nuovo quartiere per dare alloggio al ceto impiegatizio, una nuova classe sociale che da tutta Italia stava raggiungendo Roma, il rione venne poi occupato sempre di più dalle infrastrutture della Stazione Termini

Il rione, ancora in gran parte inedificato, in una mappa del 1876

Il quartiere si sviluppò negli anni Ottanta dell'Ottocento, intorno alla nuova Piazza Vittorio Emanuele II, per i Romani semplicemente Piazza Vittorio, la più estesa di Roma, cuore pulsante del Rione. I grandi e monumentali edifici con portici furono progettati dall'architetto Gaetano Koch, Giulio Podesti e Giovanni Riggi.
Il primissimo nucleo di lottizzazione è ancora visibile, tra Via Gioberti e Piazza Vittorio Emanuele II, compreso nella I zona di lottizzazione da parte dell'Impresa Esquilino. Il nuovo Rione venne formalmente istituito nel 1874 attraverso una parte del territorio del Rione Monti, tutte le ville vennero progressivamente lottizzate, nel corso della febbre edilizia. 

L'Esquilino, edificato attorno a Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Dante, nel 1888

La toponomastica del quartiere, ricorda molti personaggi della Storia d'Italia e soprattutto del Risorgimento, proprio in onore alla raggiunta Unità d'Italia.
Alcuni importanti edifici pubblici costruiti in epoca Umbertina furono: L'Acquario Romano, di Ersoch, il Palazzo delle Poste in Piazza Dante, il Palazzo della Zecca di Stato, cui si aggiunsero i Teatri Ambra Jovinelli e Margherita.
Importanti furono anche le prime cooperative edilizie, come quelle volute dal Luzzatti, che edificarono a più riprese le aree tra Viale Manzoni e Via di Santa Croce in Gerusalemme, e le Case dei Tramvieri, di Giulio Magni, a Santa Croce in Gerusalemme.
Nel 1929 fu inaugurato il nuovo edificio dell'Ufficio d'Igiene in Via Merulana.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Rione è divenuto, pian piano, la zona multietnica di Roma per eccellenza, vista la vicinanza con la Stazione Termini. Vi si sono quindi stanziati immigrati di moltissime nazionalità. 
Questo repentino cambio di tessuto sociale, aveva inizialmente portato la zona in una situazione di degrado, prima che alcuni interventi urbanistici intervenissero sul tessuto sociale dell'Esquilino, riqualificandolo. 
Tuttavia, l'Esquilino non è assolutamente paragonabile ai quartieri multietnici di molte altre Capitali Europee, che sono vere attrazioni turistiche: i numerosi alberghi dell'Esquilino, più che per il rione stesso, sono legati alla vicinanza con la Stazione Termini.

Chiese:

Chiese non più esistenti:
San Giuliano all'Esquilino

Fermate della Metropolitana:
Vittorio Emanuele (Metro A)
Manzoni (Metro A) 

Musei:

Palazzi:
Acquario Romano, Piazza Manfredo Fanti
Palazzo delle Casse di Risparmio Postali, Piazza Dante
Palazzo del Freddo, Gelateria Fassi, Via Principe Eugenio
Palazzo Merulana, ex Ufficio d'Igiene, Via Merulana
Palazzo della Zecca di Stato, Via Principe Umberto


Stazioni ferroviarie:


Teatri:
Teatro Ambra Jovinelli

Ville:
Villa Altieri (demolita)
Villa Astalli (demolita)
Villa Caetani (demolita)
Villa Massimo (demolita)
Villa Palombara (demolita)
Villa Wolkonsky

Rione Borgo




Il territorio di Borgo corrisponde a quella parte della Regione Augustea di Transtiberim detta Ager Vaticanus ed era usato come luogo di sepoltura. Collegato al resto della città dalle Via Cornelia e Triumphalis, l'Imperatore Caligola vi costruì un Circo, poi ampliato da Nerone ed il cui obelisco è oggi al centro di Piazza San Pietro. La storia del luogo muta quando, nel 67 Dopo Cristo, alle pendici del Colle Vaticano San Pietro subisce il martirio. Il Santo viene sepolto in questa zona, e sulla sua tomba il Papa Anacleto costruisce un Oratorio sul quale, nel 324, l'Imperatore Costantino costruisce la Basilica di San Pietro. Sempre in quest'area, l'Imperatore Adriano costruì, invece, il proprio mausoleo.
Nel Medioevo l'area cambia aspetto: il Ponte di Nerone (o Triumphalis) cade in rovina, il Mausoleo di Adriano è fortificato, e continua incessante il Pellegrinaggio verso la Basilica di San Pietro. Per questa ragione, molti pellegrini si riuniscono in Scholae, delle associazioni che accoglievano i pellegrini connazionali e si occupavano della loro assistenza. Ogni Schola possedeva un ospizio ed una Chiesa, ed erano molto importanti le Scholae dei Franchi, dei Frisoni, dei Longobardi e dei Sassoni, quest'ultima dal cui nucleo è nato l'attuale complesso Ospedaliero di Santo Spirito, detto appunto in Sassia a ricordare l'ordigine derivante dalla Schola Saxonum. Sempre ai Sassoni, o meglio ai Tedeschi in generale, si deve il nome di Borgo, derivante dal Tedesco Burg, che significa centro fortificato.
Situato fuori dalle Mura Aureliane, Borgo è fortificato per la prima volta nell'852 da Papa San Leone IV, da cui il nome di Città Leonina in riferimento all'area fortificata, che rimase nucleo a sè stante rispetto alle Mura Aureliane fino alla costruzione delle Mura Vaticane, Aurelie e Gianicolensi nel XVII Secolo. Fu nel 1586 che Papa Sisto V elevò la zona a Rione con il nome di Borgo.

Mappa del Rione Borgo e dei suoi confini nel XVIII Secolo
Riccamente visitato, come ricorda anche Dante nella Divina Commedia, durante il Giubileo del 1300, Borgo vide tuttavia una decadenza, come l'intera Città d'altronde, durante la Cattività Avignonese, per poi vedere una netta ripresa con il riprisino della Sede Papale a Roma.
Nel Rinascimento si inizia a pensare alla risistemazione della zona, ed è sotto Papa Niccolò V che Bernardo Rossellino pensa ad un progetto tuttavia non realizzato, mentre Papa Sisto IV realizzerà una strada limitrofa al Passetto, nota come Borgo Sant'Angelo. Sempre in questo periodo sorgeranno nella zona numerosi palazzi nobiliari. In vista del Giubileo del 1500, per rendere più agevole il flusso dei Pellegrini, anche Papa Alessandro VI realizzerà una nuova strada, nota con il nome di Borgo Nuovo. Fino agli anni '20 del XVI Secolo il Rione crescerà a dismisura per prestigio, finchè il Sacco di Roma del 1527 non rallenterà questa crescita.
Tuttavia la ripresa della zona sarà rapida: Paolo III restaurerà i Bastioni e farà erigere, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, Porta Santo Spirito, Pio IV inizierà a costruire Borgo Pio, Borgo Vittorio (così chiamato in seguito alla Vittoria di Lepanto) e Borgo Angelico, oltre alla costruzione di nuove mura e della nuova Porta Angelica.
L'altra svolta avverrà quando nel 1586, come già detto, Papa Sisto V dichiarò Borgo XIV Rione di Roma, proprio nel periodo in cui trasferiva l'antico obelisco del Circo di Caligola e Nerone al centro della nuova Piazza San Pietro, Piazza che vedrà mutarsi sotto Papa Alessandro VII, che la farà rinnovare dal Bernini, dandola l'aspetto attuale.
La spina dei Borghi vista dalla Cupola di San Pietro

Nel 1929, una parte del Rione e della Citta Leonina andrà a formare il nuovo Stato della Città del Vaticano.
Nel 1936, invece, inizierà un grande mutamento urbanistico nel Rione: la distruzione della Spina dei Borghi per edificare la nuova Via della Conciliazione, terminata nel 1950.

Chiese:
Basilica di San Pietro (Stato della Città del Vaticano)
Santa Maria in Traspontina

Strade:
Vicolo delle Palline

Rione Trastevere




Quando Roma venne fondata questa zona della Città, situata dall'altra sponda del Tevere rispetto al suo nucleo originario, apparteneva agli Etruschi. Anche quando l'area passò sotto il controllo di Roma, inizialmente, per quanto fu collegata al nucleo della Città da un ponte di legno, il Ponte Sublicio, quest'area rimase pressappoco disabitata.
Durante l'Età Repubblicana si iniziarono a stabilire in quest'area marinai e pescatori, e per questa ragione vi si stanziarono immigrati provenienti dal Mediterraneo Orientale, in primis Ebrei e Siriani: questo farà sì che sorgeranno, in quest'area, Templi di Culti Orientali, come il Santuario Siriaco sul Gianicolo.
Sotto Augusto la zona, ancora fuori le mura, viene incorporata alla Città nella Regio Transtiberina, e sotto Aureliano sarà anche compresa all'interno della nuova cinta muraria.
Nel Medioevo la zona era caratterizzata da strade molto strette e tortuose e non lastricate: sarà infatti il Papa Sisto IV, nel XV Secolo, a far pavimentare le principali strade della zona.


Una mappa di Trastevere del XVIII Secolo

Il rione rimarrà a lungo pressappoco immutato, e subirà alcune modifiche nel XIX Secolo, quando Papa Pio IX vi edificherà il cosiddetto Quartiere Mastai, ovvero l'area attoro all'omonima Piazza ed alla Manifattura dei Tabacchi.

Il Rione nel PRG del 1883


Dopo l'Unità d'Italia vi saranno nuove modifiche urbanistiche all'area, con la costruzione dei muraglioni del Tevere e la nuova arteria di Viale Trastevere.
L'area di Piazza San Cosimato venne edificata a grandi palazzi d'affitto in stile umbertino, mentre le alture del Gianicolo furono riservate a un'edilizia di pregio a villini.
Lungo il colle fu realizzata la Passeggiata Margherita, oggi Passeggiata del Gianicolo, nata per celebrare le memorie garibaldine dell'assedio di Roma nel 1849, culminante nel Monumento a Garibaldi.

Ragazza in Vicolo Moroni negli anni Settanta

Negli anni Trenta vennero effettuati alcuni diradamenti lungo Viale Trastevere, mentre in Largo Ascianghi fu costruita la Casa della GIL, capolavoro di Luigi Moretti.
A partire dagli anni Ottanta il quartiere ha visto perdere buona parte dei ceti popolari che lo abitavano, per divenire residenza esclusiva di artisti, intellettuali e stranieri.
Oggi Trastevere conserva ancora in gran parte il suo caratteristico aspetto originario, ed ancora molti Trasteverini continuano a conservare la tradizionale identità del Rione. Al contempo, di fianco ad una tradizione mantenuta anche da tipiche osterie, il turismo di massa vi ha portato luoghi turistici, ed è anche diventato un luogo importante per la movida di Roma, caratterizzato dalla forte presenza di bar e pub.
 
Chiese:

San Callisto
Santa Cecilia
San Crisogono
Santa Maria in Trastevere

Edicole Sacre:

Monumenti:

Rione Ripa




Il Rione Ripa occupa l'area lungo il Tevere e sul Colle Aventino. Il territorio è sempre stato urbanizzato in maniera non intensiva, sin dai tempi dell'Antica Roma quando qui sorcevano le Regiones Circus Maximus, Piscina Publica ed Aventinus.
Nel Medioevo la parte del Rione più vicina al Tevere prende il nome di Ripa Graeca, da cui, tutt'oggi, prende il nome Via della Greca, per via di una Comunità di Greci, chiamata Schola Graeca, che qui si stabilì a partire dal IV Secolo e che aumentò notevolmente nell'VIII Secolo quando molti Greco-Latini si stabilirono qui fuggendo dalle persecuzioni di Leone Isaurico al tempo dell'Iconoclastia, tale zona era molto commerciale per via degli approdi presenti lungo il vicino fiume Tevere.
Sempre nel Medioevo, la parte collinare dell'Aventino rimane sostanzialmente molto poco abitata: sono qui presenti la Basilica di Santa Sabina e la Rocca della famiglia dei Savelli.

La mappa del Rione Ripa nel XVIII Secolo
 
Nel 1921 il territorio del Rione viene decisamente ridotto, per via dell'istituzione dei nuovi Rioni di Testaccio e San Saba.
Nel 1925 iniziò la lottizzazione a villini dell'Aventino da parte della Cooperativa Giornalisti, fu così che la parte del rione sul colle Aventino assunse le caratteristiche abitative di grande pregio che conserva ancora oggi.

Archeologia industriale:
Gazometro del Circo Massimo (demolito)
Pastificio Pantanella

Chiese:

Chiese scomparse:

Conventi:
Convento di Sant'Alessio
Abbazia di Sant'Anselmo
Istituto Pio IX
Convento di Santa Sabina

Palazzi:
Casa dei Crescenzi

Parchi e Giardini:

Ponti:
Ponte Palatino
Ponte Sublicio

Siti Archeologici:
Mura Serviane, Piazza Albania

Strade:

Targhe commemorative:

Villini:
Villino Fantozzi
Villino Manno
Villino Testa

Zone aree urbane e toponimi:

Rione Sant'Angelo




Il Rione Sant'Angelo è il più piccolo tra i Rioni di Roma.
Nell'Antica Roma si trovava al di fuori delle Mura Serviane ma, nonostante ciò, già dall'Età Regia costituiva un luogo strategico importante poichè, per la sua vicinanza all'Isola Tiberina, da quì era possibile guadare il Tevere già prima della costruzione dei Ponti Cestio e Fabricio, avvenuta nel I Secolo avanti Cristo. 
Sotto Augusto divenne parte della IX Regio, Circus Flaminius, in onore del Circo, secondo in ordine di grandezza tra quelli presenti a Roma, costruito proprio nei pressi di quest'area nel III Secolo avanti Cristo da Gaio Flaminio Nepote. 

L'area del Rione in epoca Imperiale, nel plastico del Museo della Civiltà Romana

Proprio nel periodo di Augusto quest'area, anche per via della sua vicinanza al Foro Romano ed al Campidoglio, diventò sempre più monumentale, grazie anche alla costruzione del Teatro di Marcello, del Teatro di Balbo, di numerosi Templi e dei Portici di Ottavia e di Filippo.
Nel Medioevo il Rione assunse una notevole importanza per via della sua vicinanza al Fiume, ed anche per via della sua vicinanza ai Ponti dell'Isola Tiberina, gli unici che in quel periodo potevano ancora essere transitati completamente all'interno delle Mura Aureliane.

Il Teatro Marcello nel XVI secolo

Il Teatro di Marcello, caduto in disuso, fu fortificato in parte dalla famiglia dei Fabi, in parte da quella dei Savelli, che avevano la propria Rocca sul Colle Aventino, mentre gli Stefaneschi si insediarono sul Teatro e sulla Cripta di Balbo, costruendo la fortificazione denominata Castrum Aureum e che poi doneranno al Monastero di Santa Caterina. 
Il Portico di Ottavia, caduto anch'esso in disuso, diventò invece la sede del Mercato del Pesce, che aveva prima sede presso il Foro Piscario, situato nei pressi del Foro Romano. Sempre sulle rovine del Portico d'Ottavia, nel 770 fu edificata la Chiesa di Sant'Angelo in Pescheria, che darà il nome al Rione.
Nel Medioevo l'area era denominata Vinea Thedemari, mentre la parte più Settentrionale era chiamata Calcarario, dai forni qui presenti che, bruciando i marmi dei Fori, producevano la Calce.

Il mercato del pesce nel Portico d'Ottavia 

In quest'area molte corporazioni artigiane, per via della forte presenza di manifattura, furono ben radicate: oltre ai produttori di Calce, che operavano presso l'attuale Via delle Botteghe Oscure, ed i venditori di Pesce presso il Portico d'Ottavia, vi erano i Funari, che torcevano le corde presso la Chiesa di Santa Caterina dei Funari, i fabbri ed i calderari che avevano le proprie botteghe presso le arcate del Teatro di Marcello, ed i cardatori ed i cimatori situati presso la Chiesa di San Valentino.
Il Rinascimento iniziò a lasciare i propri segni nel Rione con la costruzione della Casa di Lorenzo Manili, nobile che decorò la propria dimora con un ampia iscrizione in Latino tutt'ora visibile, mentre nel XVI Secolo i Savelli fecero costruire sulle rovine del Teatro di Marcello il propro Palazzo da Baldassarre Peruzzi, più tardi ceduto agli Orsini. Si stanziarono in questo periodo nella zona anche i Mattei, con ben quattro Palazzi, che formano la cosiddetta "Isola Mattei", ma anche i Costaguti, i Santacroce ed i Serlupi.

Via delle Azimelle, nel vecchio Ghetto

Tuttavia, il XVI Secolo segnò questo rione soprattutto per un evento che stravolse letteralmente la geografia della zona e della città, ovvero la costituzione del Ghetto. Gli Ebrei, presenti a Roma da moltissimo tempo, erano stanziati fino al XV Secolo prevalentemente a Trastevere, ma dopo la decadenza del commercio fluviale si trasverirono presso l'altra sponda del Tevere, prevalentemente nel Rione Sant'Angelo. Fu per questa ragione che, il 14 Luglio 1555 Papa Paolo IV, con la Bolla "Con nimis absurdum" istituiva, proprio in un'area nel Rione Sant'Angelo, il Ghetto di Roma, un'area murata entro la quale dovevano risiedere tutti gli Ebrei di Roma.

Piazza delle Cinque Scole, con l'edificio delle Sinagoghe

Il Ghetto si sviluppò con la soprelevazione successiva degli edifici, dovuta al fatto che era impossibile espandersi in altre direzioni, per cui sovraffollamento era molto elevato. Il Ghetto 
rimase funzionante in questa maniera finchè nel 1798 sotto la Repubblica Romana Napoleonica fu per la prima volta aperto, salvo poi essere reistituito, in seguito alla caduta di Napoleone. 

Il Rione Sant'Angelo nella Carta del Nolli del 1748

Nel 1847 Papa Pio IX abbattè il muro del Ghetto che fu definitivamente abolito nel 1870 dopo che Roma divenne parte del Regno d'Italia. 
Nonostante le vie strette e affollate, il ghetto conservava degli scorci caratteristici di particolare bellezza.
A seguito di questo evento, nel 1885 l'area del Ghetto fu in gran parte demolita e ricostruita, intorno alla nuova Sinagoga di Roma, completata nel 1904. Sempre in questo periodo, a Roma si costruirono i muraglioni del Tevere che contribuirono a cambiare volto al Rione. I nuovi edifici realizzati furono palazzi di cinque piani e villini sul Lungotevere.

Un'immagine del Ghetto in corso di ricostruzione alla fine del XIX Secolo

Negli anni Venti del XX Secolo, il Regime Fascista, molto attivo nell'ambito delle demolizioni e del rinnovamento urbanistico, non tralasciò il Rione Sant'Angelo: nel 1926, infatti, viene isolato il Teatro di Marcello, mentre nel 1940 fu allargata Via delle Botteghe Oscure ed il Rione fu anche lievemente ampliato rispetto ai confini stabiliti nel XVIII Secolo da Papa Benedetto XIV.
Fu in questo Rione, più precisamente nella zona del Ghetto, che nell'Ottobre 1943, durante l'occupazione Tedesca di Roma, le SS chiesero alla Comunità Ebraica Romana di farsi consegnare 50 Kg di oro. Ciò avvenne, ma non fu sufficiente, e perciò il 16 Ottobre 1943 ben 2091 Ebrei Romani bengono deportati dai Nazisti.
Oggi il Rione Sant'Angelo è una zona caratteristica, anche per via della presenza del Ghetto, in cui risiedono ancora moltissimi Ebrei. Sempre nel Rione, sono anche presenti la sede dell'Enciclopedia Italiana, della Discoteca Nazionale e del Centro di Studi Americani.

Chiese:
Sant'Ambrogio alla Massima
Sant'Angelo in Pescheria
Santa Caterina della Rota
Basilica di San Nicola in Carcere
San Stanislao dei Polacchi

Edicole Sacre:

Strade:

Strade scomparse:

Targhe commemorative:

Villini: