Villa Huffer



Villa Huffer è una villa posta in Via Nazionale n. 191 nel Rione Monti, oggi è di proprietà della Banca d'Italia.
L'imprenditore tedesco Wilhelm Hüffer (1821-1895), che aveva commerciato soprattutto tabacco, nel 1870 liquidò i propri affari a Parigi e si trasferì a Roma con la moglie Costanza Grabau.


Il 1879 comprò il lotto di terreno tra Via Parma, Via Milano e Via Piacenza e si fece progettare una lussuosa villa dall'architetto Gaetano Koch, che venne ultimata nel 1883.

Villa Huffer, con il grande giardino, nel 1883

Koch realizzò un edificio di due piani, caratterizzato da cinque finestre su Via Nazionale, con una grande loggia a tre arcate, inquadrate da colonne corinzie, e su cui si affaccia una balconata a balaustra. Il pianterreno è occupato da un bugnato liscio in travertino e grandi arcate, mentre la facciata laterale è occupata da otto finestre con timpano per piano.
L'entrata su Via Nazionale è costituita da una grande cancellata in ferro battuto, sormontata da due lanterne.


All'ingresso si apre un grande scalone, ricoperto di bugne di stucco, e decorato da colonne e lesene doriche al pian terreno e ioniche al primo piano; un grande lucernario illumina l'ambiente, mentre dopo la prima rampa di scale si trova una nicchia decorata di stucchi.


Gli interni furono decorati nel 1884 da splendidi affreschi del pittore perugino Annibale Brugnoli, e di Prospero Piatti, mentre le decorazioni vennero in parte progettate dall'architetto Parigino Jules Pellechet.


Superato l'atrio dello scalone, al piano nobile, si apre il foyer, dotato di damasco rosso alle pareti e affreschi a girali fogliati sulle volte, poi si  il salotto giallo e il salotto azzurro, che era il salottino di Costanza Grabau.


La grande sala da ballo è l'elemento di maggior pregio della villa, in cui venivano organizzate feste eleganti a cui era invitata l'alta società Romana.


Le pareti sono decorate da ricchissimi stucchi con lesene corinzie, putti, vasi, ghirlande e festoni.
Gli affreschi di Brugnoli rappresentano putti che suonano strumenti musicali e ninfe, mentre sulla volta è posto un affresco ovale con fanciulle danzanti.


Un grande lampadario di bronzo splendidamente cesellato pende dal soffitto, mentre il pavimento è in marmi policromi.
La sala da gioco, con sete blu alle pareti, ha il soffitto a cassettoni con l'affresco di Prospero Piatti rappresentante La Sorte, che ha tra le mani un dado, e all'epoca riscosse molto successo.


Il vasto giardino, che comprendeva tutto l'isolato, comprendeva una serra e le scuderie, poste su Via Nazionale.


Dopo la morte di Wilhelm nel 1895, gli eredi, tra cui l'Onorevole Marcello Grabau lottizzarono il giardino, con la costruzione di una palazzina e del Villino Spalletti su Via Piacenza, nel 1901.
Negli anni venti furono realizzate altre costruzioni: al posto delle scuderie venne costruito il Cinema Quirinale, mentre su Via Milano fu costruito un edificio a due piani, nel 1921, poi sede del locale futurista Bal tica tac.
A metà degli anni ottanta venne effettuato un grande restauro interno ed esterno del villino, da parte della Bance d'Italia. Oggi l'edificio ospita l'Archivio Storico della Banca d'Italia.

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